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Suicidio: seconda causa morte fra i giovani

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Pubblicato il: 10-09-2019

Suicidio: seconda causa morte fra i giovani © iStock

Sanihelp.it - Il 10 settembre è la Giornata Mondiale di Prevenzione del Suicidio: a  Roma, presso l’Ospedale Pediatrico della Santa Sede si tiene il convegno scientifico Bambini, adolescenti e suicidio: una nuova emergenza

Nel corso dell’incontro verrà presentatal’anteprima di Tagli, il documentario di Discovery Italia che racconta le storie di autolesionismo di tre giovani ex pazienti del Bambino Gesù.  

A livello globale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i suicidi si collocano al secondo posto tra le cause di morte nella fascia d’età 15-29 anni.

Seconda causa di morte anche per i giovani italiani dai 15 ai 24 anni.

Sui 4.000 suicidi l’anno registrati nel nostro paese, riferisce ISTAT, oltre il 5% è compiuto da ragazzi sotto i 24 anni.

Gli ultimi dati disponibili dell’Istituto Nazionale di Statistica indicano che in Italia il trend dei suicidi è in calo: dal 1995 al 2017 il numero dei decessi, in tutte le fasce d’età, si è ridotto del 14%.

A fronte di questa diminuzione, crescono i casi di autolesionismo e di comportamento suicidario tra gli adolescenti.

Uno studio internazionale pubblicato su Journal of Child Psychology and Psychiatry, rileva che in Europa oltre un quarto degli adolescenti (27,6%, età media 14 anni) mette in atto comportamenti autolesivi occasionali o ripetuti nel tempo.

In Italia il fenomeno riguarda circa il 20% dei ragazzi.

All’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù le richieste urgenti in pronto soccorso per ideazione e comportamento suicidario negli ultimi 8 anni sono aumentate di 20 volte: si è passati dai 12 casi del 2011 ai 237 del 2018.

Tra questi anche bambini di 10-11 anni per autolesionismo e tentato suicidio.

Lo scorso anno, sempre in pronto soccorso, sono state effettuate quasi 1.000 consulenze neuropsichiatriche con un aumento del 24% rispetto al 2017.

«Il suicidio e, più in generale l’autolesionismo, è un fenomeno in rapida crescita soprattutto tra gli adolescenti e i bambini» sottolinea Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Bambino Gesù. «Si tratta di una emergenza vera e propria perché l’attenzione sul fenomeno è ancora troppo bassa, i genitori e la scuola fanno fatica a rilevarlo e perché l’offerta assistenziale nel nostro Paese, ovvero i luoghi di cura possibili, è limitatissima».

Per ricevere aiuto immediato in caso di difficoltà, al Bambino Gesù è attiva, 24 ore su 24, la helpline »Lucy» 06 6859 2265.

Ogni giorno, per tutto l'anno, un team di psicologi esperti è pronto a dare una prima risposta ai problemi di natura psicologica e psichiatrica di bambini e ragazzi.

Si tratta di vere e proprie consulenze cliniche telefoniche per la prevenzione del suicidio, interventi psicologici basati sull'ascolto competente del problema e sulla gestione della situazione attraverso strumenti e tecniche scientificamente validate.

Dopo aver preso tutte le informazioni, lo psicologo valuta la soluzione più adatta.

Nei casi più urgenti può disporre l'invio al pronto soccorso.

Per la prevenzione del disagio giovanile Bambino Gesù e Associazione Fiorenzo Fratini Onlus hanno sviluppato AppToYoung, un'applicazione per tablet e smartphone che permette ai ragazzi che ne hanno bisogno di chiedere il supporto di uno specialista.

Si può scaricare gratuitamente da Google Play, è sempre operativa e garantisce privacy e anonimato.

E’ uno strumento utile anche per genitori e insegnanti perché, grazie ad una particolare funzione, consente di chiedere consiglio anche per un amico, per un figlio o per uno studente che magari non ha la forza o la possibilità di cercare aiuto.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ospedale Bambino Ges Roma

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