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Importante proteggere se stesse e il bebè

Vaccinazioni in gravidanza: come siamo messi?

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Pubblicato il: 12-11-2019

Ancora insufficienti le coperture per influenza e pertosse. Allo studio il vaccino contro lo Streptococco.


Vaccinazioni in gravidanza: come siamo messi? © iStock

Sanihelp.it - Nel mondo oltre 100.000 aborti e decessi di neonati potrebbero essere evitati grazie a un vaccino contro un’infezione spesso frequente nelle donne in gravidanza: lo Streptococco di gruppo B, un batterio di cui sono portatrici oltre 20 milioni di future mamme nel mondo. È quanto emerso in occasione del Congresso ESCMID di Bilbao. Parto prematuro e asfissia alla nascita sono spesso associati allo Streptococco di gruppo B, mentre i neonati nati da madri con questa infezione possono andare incontro a sepsi, polmonite, meningite.

Inoltre, se contratta durante la gravidanza, l’infezione da Streptococco di gruppo B può causare infezioni del sangue (sepsi inclusa), delle vie urinarie e, nei casi più gravi, decesso del feto. La profilassi antibiotica durante il parto riduce l'incidenza della malattia a esordio precoce, ma ha un impatto scarso o nullo sulla malattia a esordio tardivo. Questa situazione spiega il tentativo di sviluppare e utilizzare i vaccini contro lo Streptococco B nelle donne in gravidanza, attualmente in corso: così la gestante protegge se stessa ma, allo stesso tempo, garantisce l’immunità al nascituro, grazie al passaggio degli anticorpi specifici per via transplacentare.
 
Purtroppo l'immunizzazione materna contro l'influenza e la pertosse non è stata accettata sia dagli operatori sanitari che dal pubblico. Negli Stati Uniti, i vaccini contro l'influenza e la pertosse sono raccomandati a tutte le donne gravidanza. Tuttavia, durante la stagione influenzale 2017-2018, solo il 49,1% delle donne in gravidanza ha ricevuto il vaccino influenzale prima dell’inizio della stagione influenzale mentre la copertura contro la pertosse è stata solo leggermente superiore (54,4%). Infine, la vaccinazione completa (la ricezione di entrambi i vaccini) è stata limitata al solo 32,8% dei casi.

In Europa, sebbene il 90% dei Paesi abbia ricevuto raccomandazioni sui vaccini contro l'influenza per le donne in gravidanza, in generale la copertura è stata bassa nel 2014-2015. L’influenza contratta in gravidanza può comportare complicazioni respiratorie con conseguente ricovero in ospedale e, nei casi più gravi, può provocare il decesso delle donne gravide, specialmente durante il secondo e terzo trimestre della gravidanza e il primo mese dopo il parto. Il vaccino può essere somministrato in qualsiasi trimestre di gravidanza e permette di proteggere i neonati e i lattanti nei primi 6 mesi di vita.

Diversi studi hanno dimostrato che gli anticorpi contro l’emoagglutinina dell'influenza possono essere trovati nei neonati nati da madri a cui è stato somministrato un vaccino influenzale, suggerendo un efficace trasferimento transplacentare di anticorpi specifici. Numerosi studi hanno evidenziato che i neonati e i lattanti al di sotto dei 6 mesi sono la categoria più a rischio di gravi complicanze respiratorie e neurologiche e la vaccinazione materna è l’unica modalità di prevenzione.
 
La pertosse, prima dell’età di 6 mesi del neonato, si può manifestare con difficoltà respiratorie talvolta gravi che possono provocare un arresto respiratorio: ancora oggi, nel mondo, 1 neonato su 1.000 muore di pertosse. È stato più volte dimostrato che le più gravi manifestazioni cliniche e i decessi per pertosse si verificano principalmente nei primi due mesi di vita. Purtroppo, i programmi raccomandati di vaccinazione non sono efficaci nel proteggere il bambino durante questo periodo ad alto rischio, anche quando viene utilizzato il programma accelerato che inizia a 6 settimane di età. La vaccinazione in gravidanza, dunque, rappresenta l’unico strumento per proteggere il bambino.
 
Al centro del meeting internazionale anche il Virus Respiratorio Sinciziale, causa di gravi infezioni del tratto respiratorio inferiore nei bambini più piccoli e associato allo sviluppo dell’asma bronchiale in età scolare. Al momento non sono disponibili farmaci antivirali. Poiché la maggior parte dei casi di grave infezione si verifica nei primi tre mesi di vita, l'immunizzazione materna è considerata l’unica soluzione per la prevenzione della malattia nei lattanti.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Congresso ESCMID

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