Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Latte materno: un alimento vivo

di
Pubblicato il: 01-10-2019

Latte materno: un alimento vivo © iStock

Sanihelp.it - «Allattare al seno è un metodo senza pari per fornire ai bambini un nutrimento ideale per crescere e svilupparsi in salute; è inoltre parte integrante del processo riproduttivo, con notevoli implicazioni positive per la salute del neonato e della madre. L’allattamento esclusivo al seno fino ai 6 mesi compiuti e la tutela dell’allattamento materno, prima e dopo il parto, devono essere un obiettivo prioritario di tutti i neonatologi/pediatri, se si vuole mettere veramente il neonato al centro del futuro».

Il Presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN), Prof. Fabio Mosca, introduce così la Settimana Mondiale per l’Allattamento Materno (SAM), celebrata come ogni anno dal 1 al 7 ottobre.

Il latte materno fornisce tutti i nutrienti di cui un neonato ha bisogno ed è quindi considerato l’alimento ideale.

L’allattamento materno per questo motivo è vivamente consigliato da tutte le Società scientifiche neonatologiche e pediatriche, nazionali ed internazionali, raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’Unione Europea e dal Ministero della Salute e dovrebbe essere esclusivo per almeno i primi sei mesi di vita, protraendosi in base alle esigenze e alla volontà di madre e bambino.

I vantaggi dell’allattamento materno sono innumerevoli, dal punto di vista nutrizionale, ma anche pratico e relazionale, contribuendo ad instaurare e poi fortificare il rapporto tra mamma e neonato e creando un continuum tra prima e dopo la nascita. 

Per quanto si tratti di un atto naturale, l’allattamento materno richiede una corretta informazione e un ampio sostegno, nella famiglia, nella comunità, nel sistema sanitario e nel contesto sociale e lavorativo.

La Survey Nazionale 2014 sull’Allattamento condotta dal TAS, il Tavolo Tecnico Operativo Interdisciplinare sulla Promozione dell’Allattamento al Seno del Ministero della Salute, evidenzia chiaramente che in Italia il tasso di allattamento esclusivo presenta una forbice statistica molto ampia: in uscita dalla maternità varia dal 20% al 97% e a 5 mesi dal 12% al 30%, documentando per l’Italia quindi una grande disomogeneità.

Se ne deduce che le pratiche assistenziali ospedaliere e territoriali in alcuni contesti non favoriscono ancora in maniera adeguata l’avvio e la durata dell’allattamento.

La grande maggioranza delle donne può e dovrebbe allattare al seno e la grande maggioranza dei bambini può e dovrebbe ricevere il latte materno.

Per favorire l’allattamento è però necessario supportare le famiglie in ogni modo possibile, per consentire alle madri di essere serenamente vicine ai propri figli, senza restrizioni, anche per le mamme dei prematuri, per le quali è necessaria l’apertura delle Terapie Intensive Neonatali (TIN) senza limitazioni di orario.

La promozione dell’allattamento deve essere un percorso virtuoso, che inizia in ospedale, ma che poi prosegue nei primi due anni di vita, mettendo il neonato al centro delle scelte politiche e istituzionali, per creare ed incentivare condizioni che permettano alle mamme di continuare ad allattare anche dopo i primi mesi, come di recente richiesto dalla SIN ad esempio, prolungando il Congedo di maternità almeno per i sei mesi successivi al parto.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Società Italiana Neonatologia

© 2019 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Video del Giorno: