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Ora pOSSO, la forza delle donne contro la fragilità ossea

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Pubblicato il: 15-10-2019

Ora pOSSO, la forza delle donne contro la fragilità ossea © iStock

Sanihelp.it - L’osteoporosi non è, come spesso viene considerata, una patologia prettamente della terza età o che colpisce le sole donne: solo in Italia infatti si stima che circa 4 milioni di persone ne siano affette; 3.200.000 sono donne e 800.000 uomini con età superiore ai 50 anni.

 A causa del progressivo e costante invecchiamento della popolazione l’osteoporosi è una patologia in crescita in tutti i Paesi a economia avanzata.

Rappresenta un importante problema di sanità pubblica che colpisce 200 milioni di persone in tutto il mondo, e, seppur destinata a un rapido incremento, non desta l’interesse e la preoccupazione generale che meriterebbe.

La fragilità ossea può però insorgere anche come effetto secondario di alcune terapie farmacologiche anche nelle persone più giovani.

Per questo motivo oltre a una corretta informazione su questa patologia, è importante sostenere chi l’affronta, senza dimenticare di promuovere un’adeguata prevenzione per evitare l’insorgenza delle fratture ossee, con conseguente peggioramento della qualità di vita.

Ecco perché ogni anno il 20 ottobre l’  International Osteoporosis Foundation  sostiene tutta una serie di iniziative in tutti i Continenti per sensibilizzare relativamente a questa malattia.

In Italia la celebrazione della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi è organizzata da FIRMO, la Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell’Osso diretta dalla Professoressa Maria Luisa Brandi, Ordinario di Endocrinologia presso l’Università degli Studi di Firenze.

La giornata sarà l’occasione per  lanciare la seconda edizione della Campagna di sensibilizzazione Ora pOSSO, la forza delle donne contro la fragilità ossea, realizzata da Europa Donna e Amgen con l’egida di FIRMO Onlus.

In Italia sono 58.000 le donne colpite ogni anno da tumore al seno, più del 75% delle quali assume terapie anti-ormonali che causano fragilità ossea, esponendole a un crescente rischio di fratture. Le donne spesso non hanno coscienza che il percorso di cura dovrebbe comprendere anche la gestione di questo aspetto.

Dal 1° novembre, data di inizio della campagna, le donne verranno raggiunte attraverso i canali social da informazioni, servizi, esperti, per essere aiutate a prendere coscienza del problema e capire che si può evitare e curare.



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