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Tumori: prevenzione e terapie

Immunoterapia dà speranza di maggiore sopravvivenza

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Pubblicato il: 15-10-2019

Una combinazione di immunoterapie promette più sopravvivenza contro melanoma, cancro del rene e del polmone


Immunoterapia dà speranza di maggiore sopravvivenza © iStock

Sanihelp.it - Uno studio ha dimostrato che l’associazione di due principi, nivolumab e ipilimumab, ha una significativa efficacia contro i tumori. 

Il cancro al polmone è la terza neoplasia, dopo melanoma e rene, in cui mettere insieme i due anticorpi monoclonali ha dimostrato efficacia per quanto riguarda la sopravvivenza globale, che ha raggiunto, in più della metà dei pazienti, 5 anni nel melanoma, il 60% a 2 anni e mezzo nel carcinoma a cellule renali e il 40% a 2 anni nel tumore al polmone non a piccole cellule. 

L'immunoncologia non colpisce direttamente le cellule tumorali, ma stimola i linfociti T a combatterle, costituendo una terapia complementare a quelle classiche. 

«La scelta di combinare le due molecole immunoterapiche, nivolumab e ipilimumab, si sta rivelando vincente - spiega Paolo Ascierto, direttore dell'Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia oncologica e Terapie innovative dell'Istituto Pascale di Napoli - ognuna, infatti, sblocca un freno della risposta immunitaria. Utilizzandole insieme possiamo moltiplicare l'azione sul sistema immunitario».

Sul melanoma, di cui nel 2019 si stimano 12.300 nuovi casi in Italia, secondo uno studio clinico, a cinque anni, l'effetto positivo del prodotto combinato ha visto il 22% dei pazienti trattati avere una risposta completa e il 74% dei pazienti vivi a 5 anni. 

«Per il carcinoma a cellule renali - spiega Sandro Bracarda, direttore dell'Oncologia medica dell'Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni - l'associazione combinata ha portato a una riduzione del rischio di morte del 34% rispetto alla terapia standard». 

Sul tumore al polmone, come precisa Cesare Gridelli, direttore di Oncoematologia del Moscati di Avellino, nel 2019 sono stimate 42.500 nuove diagnosi in Italia. 

«La ricerca legata al carcinoma polmonare a piccole cellule - aggiunge Federico Cappuzzo, direttore di Oncoematologia dell'Ausl Romagna - dimostra come la sopravvivenza globale grazie alla terapia combinata è quasi raddoppiata: il 40% dei pazienti è vivo a 2 anni, rispetto al 23% con la chemioterapia».

La combinazione di molecole immunoterapiche costituisce una delle nuove frontiere nella lotta contro il tumore.



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Ansa Salute

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