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Col cambiamento climatico fertilità e testicoli a rischio

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Pubblicato il: 29-10-2019

L'aumento delle temperature influisce negativamente sulla fertilità maschile e può avere un ruolo nella riduzione del volume testicolare cui si sta assistendo


Col cambiamento climatico fertilità e testicoli a rischio © iStock

Sanihelp.it - Il numero medio degli spermatozoi degli uomini oggi è dimezzato rispetto a quarant’anni fa e un Italiano su dieci è ormai infertile, oltre che dall’inquinamento ambientale potrebbe dipendere anche dal cambiamento climatico: se ne è discusso nei giorni scorsi al secondo Congresso Nazionale Natura Ambiente Alimentazione Uomo (NAU) della Società Italiana di Andrologia (SIA). È infatti noto che l’aumento della temperatura danneggia l’apparato riproduttivo maschile, molto più di quello femminile: in alcune specie animali un incremento di pochi gradi delle temperature esterne può arrivare a dimezzare la fertilità e gli esperti temono che questo stia avvenendo anche per l’uomo.

«Gli studi sugli animali, per esempio su farfalle e coleotteri, mostrano che l’aumento delle temperature sta probabilmente contribuendo all’estinzione di alcune specie perché l’apparato riproduttivo maschile e gli spermatozoi in particolare sono molto sensibili al caldo» spiega Alessandro Palmieri, presidente SIA e professore di Urologia Università Federico II di Napoli. Anche l’esposizione dei maschi al calore durante l’età dello sviluppo compromette la capacità riproduttiva una volta diventati adulti, in varie specie animali.

L’uomo ha certamente più sistemi di protezione per il suo apparato riproduttivo, ma i sospetti di un effetto decisamente negativo da parte del cambiamento climatico sulla fertilità sono ormai quasi una certezza anche per la nostra specie. L’aumento di un grado della temperatura ambientale accresce di 0,1 C° la temperatura scrotale che può compromettere la fertilità. «Nell’uomo per esempio stiamo assistendo a una progressiva riduzione del volume dei testicoli, al punto che i parametri di normalità sono già stati rivisti al ribasso» riprende Palmieri. «L’involuzione della fertilità maschile pare ormai un dato di fatto ma incolpare solo il fumo, i contaminanti chimici, o le infezioni sessuali sembra ormai riduttivo: l’ambiente incide non poco e non solamente per i lavoratori a rischio». 

«È infatti ormai accertato che un’esposizione professionale alle alte temperature come quella dei cuochi o dei saldatori può compromettere la fertilità, qualcosa di analogo accade pure se soltanto i testicoli sono esposti a un calore più elevato, come succede nei camionisti o negli autisti che passano molto tempo seduti oppure in chi tiene il portatile a lungo sulle ginocchia» precisa Fabrizio Palumbo, Responsabile Scientifico SIA. « Abbiamo motivo di credere perciò che un incremento delle temperature esterne generalizzato, benché relativamente contenuto, possa incidere sulla fertilità di uomini predisposti: il riscaldamento globale può contribuire a una riduzione degli spermatozoi e anche a un peggioramento della loro qualità».



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comunicato stampa

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