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Incidenti

Elisabetta Gregoraci e l'infortunio del figlio

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Pubblicato il: 12-11-2019

Lo scorso aprile, Nathan Falco è caduto dal monopattino e si è rotto un braccio: la mamma, che si definisce chioccia e apprensiva, racconta come è andata.


Elisabetta Gregoraci e l'infortunio del figlio © rete

Sanihelp.it - Quando un figlio sta male, anche se non si tratta di un problema di salute grave, è comprensibile che un genitore sia in apprensione. Non sorprende quindi  la reazione di ansia che Elisabetta Gregoraci racconta di aver provato quando, lo scorso aprile,il figlio Nathan, di 9 anni, si era rotto il braccio cadendo dal monopattino.

«In quel momento la mia vista si è offuscata, il cuore ha iniziato a battere all’impazzata, ho avvertito un tremolio alle gambe e la mente ha cominciato a formulare mille pensieri diversi in una manciata di secondi. Si sarà fatto male alla schiena? O peggio ancora, avrà battuto la testa? continuavo a ripetermi in preda all’agitazione»ha svelato in una recente intervista a Ok salute e benessere.

Nonostante indossasse le adeguate protezioni, cadendo il bambino si è procurato una frattura scomposta dell’omero che ha richiesto un intervento chirurgico e una notte di osservazione in ospedale. Poi, per circa due mesi, ha dovuto indossare un tutore ed evitare lo sport. Ed ecco che allora è diventato fondamentale proprio l’aiuto di mamma. «Lo aiutavo non solo nella gestualità quotidiana, come lavarsi, vestirsi, pettinarsi, allacciarsi le stringhe delle sneakers, ma anche a scrivere sui quaderni e a svolgere i compiti a casa, visto che – al momento del fattaccio – l’anno scolastico era tutt’altro che finito. Sono stati 60 giorni abbastanza impegnativi anche perché, come sapranno tanti genitori, obbligare un bambino di pochi anni al riposo assoluto non è mai un’impresa semplice».

Nathan è poi dovuto tornare in sala operatoria per rimuovere le viti dall’omero e si è sottoposto a un ciclo di sedute di fisioterapia: a quattro mesi dall’incidente ha potuto tornare al gioco e allo sport. «Devo ammettere – e questo non lo dico solo perché sono la sua mamma e quindi di parte – che si è comportato in maniera esemplare: non si è mai lamentato né del dolore né dei piccoli sacrifici che ha dovuto fare e non ha mai perso il sorriso».



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Ok salute e benessere

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