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Diabete e parodontite: una relazione pericolosa

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Pubblicato il: 28-11-2019

Diabete e parodontite: una relazione pericolosa © iStock

Sanihelp.it - In Italia il 30-40% delle persone con diabete o prediabete, circa 1,5-2 milioni di individui, soffre anche di parodontite: una persona con diabete ha un rischio tre volte più elevato di soffrire di infiammazione o forme più gravi di problematiche gengivali. Parodontite e diabete sono due malattie croniche strettamente correlate, che trovano nell’infiammazione una caratteristica comune che ne ha determinato lo sviluppo.

La parodontite, sesta malattia cronica al mondo per incidenza, si sviluppa in genere a partire da un'infiammazione gengivale, generata dall’accumulo di placca dentale, che si estende progressivamente ai tessuti che circondano e sostengono la radice del dente, e può arrivare a causarne la perdita. In Italia la prevalenza della parodontite nella popolazione è di circa il 50%, del 10-14% nelle sue forme più gravi, con un picco di incidenza tra i 35 e i 45 anni.

Alla base del legame tra diabete e parodontite vi sono quindi i batteri del cavo orale, la cui diffusione aumenta la produzione di citochine infiammatorie a livello gengivale e compromette la risposta immunitaria locale, generando dei processi a catena che possono portare a un peggioramento del controllo glicemico.

Fondamentale sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei disturbi gengivali, anche in un’ottica più generale di prevenzione e gestione di patologie croniche come il diabete e di alcune complicanze associate, come la retinopatia, la neuropatia diabetica, la proteinuria e problematiche cardiovascolari. 

Gioca un ruolo importante l'iperglicemia, il cui livello dipende anche dal grado di gravità della parodontite: da un lato il diabete aumenta il rischio di parodontite e dall’altro l'infiammazione parodontale influisce negativamente sul controllo glicemico. In Italia, tuttavia, è ancora poco diffusa la conoscenza dei disturbi del cavo orale e delle loro conseguenze sulla salute in generale e solo il 50% delle persone cerca di risolvere il problema rivolgendosi a un esperto.



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