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Raccolta fondi per inchiesta sulla sessualità dei disabili

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Pubblicato il: 26-11-2019

In Italia manca ancora una legge che regolamenti e tuteli l'assistenza sessuale dei disabili. Anche tu già da ora puoi sostenere la realizzazione di una video inchiesta che punta a informare e creare consapevolezza.


Raccolta fondi per inchiesta sulla sessualità dei disabili © iStock

Sanihelp.itSe «la prima volta non si scorda mai» ci sono persone con disabilità che, invece, possono non viverla mai e arrivare all’età adulta senza aver mai conosciuto il corpo di un’altra persona e spesso neppure il proprio. L’associazione LoveGiver, fondata da Max Ulivieri e impegnata dal 2013 nella cura del benessere psicofisico dei disabili, ha creato e formato negli ultimi anni la figura dell’ Oeas (operatore all'emotività, all'affettività e alla sessualità), una guida che porta il disabile alla scoperta del proprio corpo e della propria sessualità, per poterla poi vivere in modo libero e autonomo.

Ma nel nostro Paese ancora manca una legge che regolamenti e tuteli questa figura. Lorem  Ipsum, un collettivo di giovani giornalisti freelance, nato nel 2018 per offrire un giornalismo di approfondimento, indipendente e di qualità, ha quindi deciso di realizzare La prima volta, una video inchiesta che «indaghi come, nel nostro paese, i disabili (non) siano messi nella condizione di vivere e sviluppare liberamente la loro sessualità», per informare e diffondere consapevolezza sul tema dell'assistenza sessuale ai disabili.

Allo scopo è quindi stata lanciata una raccolta fondi sul portale www.produzionidalbasso.com che permetta di sostenere le spese di realizzazione dell’inchiesta. «L’idea è quella di raccontare storie un po’ da tutta Italia, attraverso le testimonianze del fondatore del comitato LoveGiver Max Ulivieri, dei genitori di alcuni ragazzi disabili, del sessuologo dell’Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica Fabrizio Quattrini, di un OEAS (Operatore all'emotività, all'affettività e alla sessualità per persone con disabilità), dell’ Associazione Luca Coscioni e ovviamente dei diretti interessati».

Il risultato sarà una video inchiesta della durata di circa 30 minuti che mostri da vicino il lavoro dell’assistente sessuale alla disabilità: «Il fulcro del progetto sarà su tutte le prime volte che precedono l’atto sessuale. Carezze, abbracci, baci. Quel contatto umano che sostanzia proprio il lavoro dell’assistente sessuale alla disabilità. Troppo spesso, per via di una pessima informazione sul tema, associato o avvicinato alla prostituzione» spiegano gli ideatori. «Durante le riprese, dunque, mostreremo da vicino cosa fa un OEAS, qual è il suo rapporto con il disabile, e come si cala all’interno del vuoto legislativo italiano (e in parte anche europeo). Per provare a spronare lo Stato a garantire il diritto alla sessualità a tutti, disabili compresi. E provare a sfatare quel tabù del corpo e l’ossessione per la sua perfezione, che ancora impediscono di immaginare quello di un disabile in un contesto intimo o sessuale».

La raccolta fondi ha già preso il via. Al momento in cui si scriviamo sono stati raccolti 405 euro: ci sono ancora quasi tre mesi di tempo per arrivare all’obiettivo di 3500 euro. Per scoprire come contribuire basta accedere al portale www.produzionidalbasso.com/project/la-prima-volta/



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Produzionidalbasso.com

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