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Gravidanza in viaggio: i consigli

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Pubblicato il: 29-06-2005

Essere incinta non significa assolutamente non poter viaggiare. L'importante è prestare attenzione a qualche accorgimento, per non nuocere né a se stesse né al bimbo.

Sanihelp.it - La gravidanza in sé non costituisce una controindicazione a viaggiare. Una particolare attenzione, però, deve essere posta dalle donne che intendono effettuare un viaggio nel primo trimestre o al termine della gestazione.  
Il periodo migliore per viaggiare infatti è il secondo trimestre (18-24 settimane), mentre dopo la 28° settimana è opportuno viaggiare con un accompagnatore e avere con sé un certificato medico che attesti le condizioni generali e la data presunta del parto.  
 
Ecco quindi qualche utile consiglio per le future mamme viaggiatrici: 
 
  • Considerate alcuni importanti fattori, per valutare le eventuali misure da prendere durante il viaggio e durante il soggiorno: per la gravidanza singola, sono a rischio i voli di lunga durata dopo la 36° settimana, mentre per le gravidanze multiple i voli di lunga durata dopo la 32° settimana. Il viaggio aereo è a rischio entro sette giorni dal parto.
  • Sappiate che sono a rischio: i paesi ad alta quota, i paesi in cui vi è un’elevata endemia per malattie a trasmissione oro-fecale e i paesi endemici per malaria da Plasmodium falciparum clorochinoresistente.
  • Durante il viaggio in aereo alzatevi e camminate per 15 minuti ogni ora: la maggiore predisposizione a tromboflebiti delle donne incinte comporta la necessità di deambulare spesso; fatevi quindi assegnare un posto vicino al corridoio per potervi alzare comodamente quando ne sentite il bisogno.
  • In aereo non tenete le cinture di sicurezza troppo strette, utilizzate calze elastiche e idratatevi frequentemente per evitare il rischio di emoconcentrazione.
  • Evitate di consumare, prima del viaggio, cibi che producano meteorismo in quanto il gas, alla minore pressione della cabina, si espande provocando un notevole disturbo.
  • Adottate tutte le norme di igiene alimentare e personale per evitare di contrarre l’epatite E, malattia molto grave nella donna gravida (mortalità 15-30 %).
  • Decidete le vaccinazioni da effettuare di volta in volta, valutando il rapporto rischio/beneficio, considerando cioè la possibilità concreta di contrarre una determinata malattia, la possibilità di curarla e gli eventuali eventi avversi alla vaccinazione.
  • Attuate tutte le misure di profilassi antimalaria necessarie: indossate vestiti lunghi, di colore chiaro, che coprano la maggior parte del corpo; utilizzate zanzariere da letto; sistematevi in stanze con aria condizionata, poiché le zanzare si allontanano dagli ambienti freddi; ricorrete a insetticidi a base di piretroidi; usate con moderazione i repellenti sintetici. La malaria è un pericolo da non sottovalutare: può infatti essere fatale per la madre e per il bambino, in quanto la placenta è un sito preferenziale di sequestro dei globuli rossi parassiti.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
SIMVIM, SocietÓ Italiana di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni

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