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Lavoro all'estero: prevenire i rischi

Contrariamente al turista, il viaggiatore professionale non sceglie né il luogo né la durata del soggiorno all'estero. Ecco cosa deve sapere prima di partire.

Sanihelp.it - Dai rapporti dell’OMS emerge che un turista su due che si reca nei paesi in via di sviluppo ha problemi di carattere sanitario: da ciò si evince l’importanza di fornire al viaggiatore tutte quelle informazioni atte a prevenire l’insorgere di patologie.  
L’informazione poi, in caso di viaggi per motivi di lavoro, diventa, da parte del datore di lavoro, obbligatoria (D.Lgs. 626/94), così come mettere a disposizione strumenti idonei e sicuri, come i vaccini, per prevenire i rischi biologici.  
 
Importanti approfondimenti, ai fini della valutazione dei rischio e della sorveglianza sanitaria, devono essere fatti in rapporto alla tipologia socio-geografica e politica del paese di destinazione (zone tropicali, zone equatoriali, zone di guerra, paesi sottosviluppati, aree depresse), ma soprattutto in base al periodo di permanenza in queste zone (durata del soggiorno: short time o long time).  
 
Il datore di lavoro è obbligato a effettuare la valutazione del rischio attraverso il medico competente o una struttura idonea, per individuare e attuare non solo le misure di prevenzione, ma anche il più adeguato percorso informativo e formativo.  
 
I fattori di rischio per la salute connessi all’attività lavorativa all’estero possono essere così individuati: 
 
 
 
Il medico del lavoro, nel rilascio del giudizio di idoneità alla mansione specifica in lavoratori all’estero di tipo long stay, deve tenere conto non solo degli organi e apparati che per effetto dell’attività lavorativa possono andare incontro ad alterazione, ma deve rilevare lo stato di salute psicofisica generale, le eventuali patologie presenti e i relativi trattamenti messi in atto.  
 
Inoltre deve prevedere l’evoluzione della patologia, in quanto il soggetto andrà a operare in aree in cui vi sono temperature estreme, condizioni climatiche avverse, difficoltà logistiche, di comunicazione e carenza di strutture sanitarie locali di supporto.  
In queste condizioni può accadere che sia impossibile un’evacuazione medica d’urgenza, anche per diversi giorni. Per tale motivo i lavoratori devono essere in condizioni psicofisiche ottimali.  
 
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di Roberta Camisasca 
Fonte: SIMVIM, Società Italiana di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni
Tags:  alestero prevenire rischi
Revisione: 17-01-2012

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