Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Disidratazione: comune anche d'inverno

di
Pubblicato il: 10-12-2019

Chi pensa che la disidratazione sia un problema prettamente estivo si sbaglia: le raccomandazioni SINuC


Disidratazione: comune anche d'inverno © iStock

Sanihelp.it - L’acqua è un nutriente essenziale, ma alla corretta idratazione non si attribuisce il ruolo di primo piano che dovrebbe avere.

L’organismo umano, infatti, e le sue  cellule sono composte per oltre il 75% da acqua che però tende a perdersi in molti modi: respirazione, traspirazione, sudorazione. 

Il dato sconcertante è che tra il 20 e il 30% degli over 65 è disidratato cronicamente

Questo succede perché fisiologicamente, all’aumentare dell’età anagrafica viene meno lo stimolo della sete, che viene avvertito ancora meno quando fa freddo.

Molta dell’acqua del nostro organismo, inoltre,  è contenuta nei muscoli che con l’età subiscono una diminuzione  importante di massa, a causa della sarcopenia una condizione che determina debolezza, perdita di forza e mancata resilienza agli stressors esterni. 

Dal momento che un adulto su tre  con più di 60 anni soffre di una severa perdita di muscolo così come rilevato da una review apparsa sulla rivista Age and Ageing nel 2014, ecco che la disidratazione è un fenomeno molto più comune di quello che si possa pensare.

Le persone con ipertrofia prostatica o quelle più anziane con incontinenza urinaria o che per problemi cardiocircolatori sono costretti ad assumere cronicamente diuretici, invece tendono a bere il meno possibile per limitare il problema di perdita di urina o di doversi alzare più volte di notte.

Allo stesso modo i disturbi neuro degenerativi come demenza o Alzheimer  determinano un’aumentata probabilità di non bere abbastanza.

«Un problema se pensiamo che anche una disidratazione moderata può determinare una più o meno grave alterazione dello stato cognitivo- spiega il Professor Maurizio Muscaritoli, Presidente SINuC che aggiunge: - E’ molto importante insegnare ai giovani medici a riconoscere tempestivamente le caratteristiche cliniche gli elevati rischi della disidratazione. Basta, infatti,  una disidratazione lieve, pari al 2% del peso corporeo per scatenar senso di confusione e disorientamento, fatica, perdita di forza, di coordinazione e delle funzioni cognitive in generale. Le conseguenze di questo lieve deficit possono essere cadute, traumi e incidenti ma anche danni a reni e muscoli, aumento del rischio di contrarre infezioni. Terapie come quelle a base di diuretici, antistaminici e lassativi possono portare ad urinare di più senza che i liquidi vengano reintrodotti a sufficienza».

Cosa  e quanto bisogna bere per garantirsi un’idratazione ottimale?  

Secondo una ricerca condotta all’Università di Saint Andrews in Scozia che ha messo a confronto il potere idratante di alcune bevande: «L’acqua disseta a breve termine, mentre liquidi che contengano piccole quantità di zuccheri, grassi o proteine permettono una idratazione di organi e tessuti più a lungo- ha dichiarato Ronald Maughan autore dello studio  che ha  sottolineato come uno dei fattori chiave dell’idratazione sia la composizione in nutrienti- il latte sarebbe più idratante dell’acqua grazie al contenuto in lattosio (uno zucchero), proteine e grassi. Questa composizione induce l’organismo a trattenere il liquido più a lungo nello stomaco per metabolizzarne gli elementi, rispetto alla velocità di eliminazione della semplice acqua».

A questa persistenza nel corpo contribuisce anche il sodio che trattiene i liquidi come una spugna ed impedisce che questi vengano eliminati con le urine troppo in fretta. 

È lo stesso principio su cui si basano le soluzioni reidratanti usate in caso di diarrea: contengono piccole quantità di zuccheri, sodio e potassio che favoriscono la ritenzione dei liquidi nell’organismo per compensare quelli perduti.

Sono proprio gli elettroliti a contribuire ad una idratazione efficace, mentre una piccola quantità di calorie fa si che il liquido rimanga più a lungo nell’organismo.

Attenzione, però,  perché questo non significa che le bevande molto zuccherate aumentino questo vantaggio, al contrario spingono il liquido nel piccolo intestino pronto per essere eliminato.

Ecco allora che l’acqua, talora poco gradita, può essere alternata a latte scremato o intero, spremuta di arancia e the in quantità moderate.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
SINuC

© 2020 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?