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Bimbi, farmaci, aerosol e antibiotici: facciamo chiarezza

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Pubblicato il: 31-12-2019

I farmaci sono armi preziose in questo periodo dell'anno in cui influenze e malanni di stagione mettono k.o. i più piccoli, ma bisogna sapere come e quando usarli.


Bimbi, farmaci, aerosol e antibiotici: facciamo chiarezza © iStock

Sanihelp.it - Secondo un recente documento dell’Agenzia Italiana del Farmaco, i bambini italiani assumono molti farmaci, in molti casi non necessari o troppo potenti per il problema da trattare, in particolare antibiotici e medicinali per problemi respiratori, specialmente prima dei 3 anni. Un uso al di fuori delle indicazioni può comportare dei rischi. 

«Spesso si parla di farmaci in maniera fuorviante, a volte demonizzandoli a volte incoraggiandone un uso scorretto – spiega la dottoressa Tiziana Corsetti, responsabile della Farmacia del Bambino Gesù di Roma - Un farmaco va preso solo in caso di reale necessità e secondo le indicazioni mediche. Se non si seguono queste regole, possono verificarsi fenomeni evitabili e dannosi dovuti all’inappropriatezza terapeutica».

Ci sono farmaci che non dovrebbero mai mancare In casa. È il caso degli antipiretici, farmaci contro la febbre che hanno anche un’azione antidolorifica e antinfiammatoria. In particolare, hanno lo scopo di ridurre il malessere quando la febbre è molto alta o di ridurre i dolori che a volte si accompagnano come mal di testa, mal d’orecchio, dolori muscolari e alle articolazioni, che tipicamente compaiono in corso di malattie virali. Se il bambino, pur avendo la febbre alta, è a proprio agio e non presenta manifestazioni dolorose, può non risultare necessario somministrare antipiretici.

In caso invece si manifesti sintomatologia legata alla febbre, ci sono due farmaci in commercio per uso pediatrico, il paracetamolo e l’ibuprofene. Entrambi sono disponibili in diverse formulazioni. La soluzione orale è sempre da preferire, tranne in caso di vomito. Il dosaggio va calcolato in base al peso e mai all’età del bambino. Vanno sempre rispettati gli intervalli di somministrazione di 6 ore per il paracetamolo e di 8 ore per l’ibuprofene. Gli eventuali effetti avversi sui vari apparati e organi dei due antipiretici sono sovrapponibili.

Per motivi legati al meccanismo d’azione dell’ibuprofene, l’effetto collaterale gastrointestinale è basato su un meccanismo chimico e quindi non dipende dall’assunzione o meno del farmaco a stomaco pieno. Anzi, la somministrazione a stomaco pieno ne può diminuire l’efficacia perché viene rallentato l’assorbimento.

Per quanto riguarda la sicurezza, bisogna avere cautela nell’utilizzare l’ibuprofene in caso di disidratazione perché ci potrebbe essere un aumento del rischio di problemi di natura renale. In conclusione, paracetamolo e ibuprofene sono farmaci di scelta nel trattamento quotidiano della febbre e del dolore nel bambino, con un’efficacia comparabile, ma leggermente superiore per l’ibuprofene nelle prime ore. L’ibuprofene è più efficace sul dolore rispetto al paracetamolo e i due farmaci hanno una sicurezza comparabile.

Per quanto riguarda l’uso degli antibiotici, deve essere sempre prescritto dal medico curante. Non si deve dare un antibiotico al bambino solo perché lo si è già usato in passato. Ogni episodio infettivo è diverso da un altro ed è per questo che è fondamentale la valutazione del pediatra. Anche l’uso dell’aerosol è spesso vittima di miti e luoghi comuni. Per esempio, è inutile in caso di raffreddore, otite e tosse, mentre è una scelta ottimale negli attacchi asmatici o di broncospasmo.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ospedale pediatrico Bambin Ges

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