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Il vostro bambino russa? Attenzione alla sindrome d'apnea notturna

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Pubblicato il: 09-04-2002

L'Accademia Americana di Pediatria (AAP) raccomanda ai pediatri di visitare attentamente i bambini che russano...

Sanihelp.it - L’Accademia Americana di Pediatria (AAP) raccomanda ai pediatri di visitare attentamente i bambini che russano per determinare il rischio di apnea notturna, un collasso temporaneo delle vie respiratorie superiori che avviene durante la notte.

I sintomi della patologia includono il russare, spesso intervallato a “sbuffi” o episodi di affanno per blocco momentaneo della respirazione che poi riprende regolarmente.

La Dott.ssa Carole L. Marcus, presidente dell’AAP e direttrice del centro per il sonno dei bambini alla John Hopkins University di Baltico, informa che negli ultimi 3 anni il comitato ha esaminato più di 2000 articoli pubblicati per sviluppare le prime linee guida sulla apnea notturna dei bambini.

Dal 3% al 12% dei bambini russano durante la notte. Circa il 2% è potenzialmente affetto da crisi di apnea notturna. Se non trattata, questa sindrome può causare disturbi clinici importanti come una crescita ridotta, alcuni problemi neurologici o comportamentali e, nei casi più severi, problemi cardiaci.

Le linee guida raccomandano ai pediatri di interrogare i genitori e gli adolescenti riguardo ad eventuali problemi di respirazione durante la notte. Per i russatori si dovrebbe indagare anche il tipo e la continuità del russare ed eventuali episodi di soffocamento o respirazione affannosa durante la notte.

I bambini ad alto rischio di apnea notturna dovrebbero essere studiati mediante la polisonnografia, un test sul sonno condotto in laboratorio, in quanto altri metodi d’indagine tipo esami fisici o la registrazione su videotape del bambino mentre dorme, non sono stati utili nel diagnosticare accuratamente l’apnea notturna.

Il trattamento più comune per i bambini che soffrono di apnea notturna è la rimozione chirurgica delle tonsille e delle adenoidi, che ha successo nel 95% dei casi.

I giovanissimi a rischio, ad esempio quelli sotto i 3 anni o quelli con apnea pronunciata, dovrebbero dormire almeno una notte in ospedale per essere monitorati dai medici. Per le persone che non possono essere operati o nel caso di fallimento dell’intervento, potrebbe essere tentata una terapia a base di insufflazioni continua d’aria mediante una maschera indossata di notte allo scopo di “spingere” l’aria, attraverso le narici, nei polmoni.

Molti genitori tendono ad ignorare il bambino che russa, ma in realtà non è una cosa che rientra nella normalità. Per evitare guai peggiori, si dovrebbe consultare il pediatra quando il genitore si accorge che il proprio figlio è affetto dal disturbo.



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Redazione Sanihelp.it

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