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Osteoporosi: non solo DMO, la cura migliore è più ampia

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Pubblicato il: 30-06-2005
Sanihelp.it - La sola Densità Minerale Ossea (DMO), generalmente utilizzata come strumento per la diagnosi dell’osteoporosi, non è sufficiente a spiegare la resistenza ossea.

Queste conclusioni sono state presentate ieri da un gruppo di esperti internazionali al Second Joint Meeting of the European Calcified Tissue Society (ECTS) and the International Bone and Mineral Society (IBMS), promosso dall’Alliance for Better Bone Health.

«La misurazione della DMO consente di effettuare una diagnosi di osteoporosi e di identificare, tra i pazienti non trattati, i soggetti a più elevato rischio di frattura. Ma nei pazienti già in terapia, le variazioni di DMO sono in grado di spiegare solo in parte la riduzione del rischio di fratture», ha affermato Nelson Watts, esperto internazionale di osteoporosi.

Oltre alla DMO, infatti, altri elementi influiscono sulla resistenza ossea: Le proprietà strutturali, ovvero la struttura interna dell’osso, le proprietà materiali (robustezza, flessibilità ed elasticità) e il turnover osseo, cioè la naturale sostituzione di tessuto vecchio con tessuto nuovo.

Una terapia farmacologica deve, quindi, proteggere la qualità dell’osso, agendo sugli elementi che fanno la differenza, cioè preservando le proprietà strutturali e materiali e regolando adeguatamente il turnover osseo.

In questo senso, tra le diverse opzioni terapeutiche, la cura dell’osteoporosi con risedronato può contare su un trattamento efficace nel proteggere la qualità dell’osso e, in ultima analisi, nel proteggere dal rischio di fratture.


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Redazione Sanihelp.it

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