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Coronavirus: le raccomandazioni per i pazienti reumatici

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Pubblicato il: 02-03-2020

Coronavirus: le raccomandazioni per i pazienti reumatici © iStock

Sanihelp.it - Soffro di una patologia reumatica: quali rischi in più corro o cosa può succedermi se contraggo il coronavirus? In Italia si stima che ci siano ben 5 milioni di pazienti con una diagnosi di patologia reumatologica.

La Società Scientifica CReI, Collegio Reumatologico Italiano sui dati scientifici fin ora disponibili tiene a precisare che  chi può essere più esposto a un maggiore rischio di mortalità in caso di contagio da Coronavirus sono i pazienti affetti da malattie respiratorie causate dal fumo, obesi e con diagnosi di BPCO, la broncopneumopatia cronica ostruttiva.

«Ai nostri pazienti reumatologici, che hanno queste comorbilità, quindi con una maggiore esposizione al rischio suddetto, noi consigliamo di contattare il reumatologo per valutare la possibilità di sospendere la terapia immunosoppressiva aggressiva. In ogni caso, il suggerimento è quello di rimanere isolati dall’ipotetico contagio, stando a casa», avverte Stefano Stisi, direttore della Reumatologia dell’AO San Pio di Benevento e Past President del CReI.

Un’altra buona prassi, che chi soffre di una malattia reumatologica dovrebbe adottare, è vaccinarsi. 

«I vaccini inattivi antinfluenzale e antipneumococco sono assolutamente consigliati a chi ha una malattia reumatologica. Non eliminano il rischio di contrarre il coronavirus, ma sicuramente sono armi difensive in più, soprattutto per chi ha un deficit del sistema immunitario», aggiunge Gilda Sandri, reumatologa presso il AOU Policlinico di Modena e Vicepresidente del CReI.

Inoltre, ricorda Sandri, le norme del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità vanno seguite alla lettera.

«Se i malati reumatologi hanno dubbi sul continuare o rimandare momentaneamente le terapie, possono fugarli contattandoci. O se hanno febbre, tosse, o sono rientrati dalla Cina da meno di 14 giorni, possono chiamare il numero 1500 appositamente istituito dal Ministero, evitando di uscire da casa. È assolutamente sconsigliato prendere iniziative personali, come sospendere le cure senza avere consultato il proprio reumatologo», conclude la Vicepresidente CReI. 



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