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La dieta della terza età

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Pubblicato il: 14-09-2005

Gli anziani devono prestare attenzione alla loro dieta se non vogliono peggiorare gli acciacchi dell'età. Ecco un elenco dei principi nutritivi che non devono mancare.

Sanihelp.it - In questa fase della vita un'alimentazione corretta giova alla conservazione di molte capacità e funzioni, mentre alcuni errori alimentari possono portare a un aggravamento degli acciacchi dell’età.  
 
Per quanto riguarda i fabbisogni nutritivi dell'anziano, le necessità di energia si riducono del 20-30% rispetto a quelle dell'adulto: infatti diminuiscono sia le spese connesse alle attività vitali (il cosiddetto metabolismo basale), sia l'attività fisica.  
Quindi l'anziano dovrà fare attenzione alla quantità di alimenti che consuma e alla loro densità energetica: questo significa moderare il consumo dei cibi ricchi di grassi e di zuccheri semplici.  
 
Per quanto concerne i principi nutritivi, l'anziano ha bisogno:
  • di quantità di proteine simili a quelle dell'adulto: preferire il pesce e il latte, meno ricchi di grassi rispetto alle uova e ai formaggi e più facili da masticare e da ingerire rispetto alla carne


  • di un apporto non eccessivo in grassi (45-60 g al giorno): limitare il consumo di formaggi e salumi, prodotti molto amati a questa età per la loro pronta disponibilità, ma con un tenore lipidico elevato


  • di quantità di carboidrati complessi e di fibra simili a quelle dell'adulto, evitando quindi di eccedere con dolci e con zuccheri semplici (come spesso avviene per motivi psicologici)


  • di quantità di vitamine e di sali minerali simili a quelle dell'adulto


  • di un'assunzione quotidiana di calcio di 1200-1500 mg al giorno (contro gli 800-1000 dell'età adulta), soprattutto per la donna in età post menopausale: questa dose viene suggerita per limitare la perdita di massa ossea, in assenza di terapia sostitutiva con estrogeni e in mancanza di un moderato esercizio fisico


  • di elevate quantità di acqua, per evitare disturbi renali o neurologici (nell'organismo dell'anziano il contenuto idrico globale è ridotto del 15-20% rispetto all'adulto giovane) e peggioramento delle funzioni intestinali.


Quest’ultimo aspetto è fondamentale, in quanto l'anziano è molto esposto al rischio di disidratazioni che possono portare a malesseri, colpi di calore e anche decessi. 
Questo rischio è dovuto al fatto che nell'anziano la percezione della sete è alterato, di conseguenza è portato ad assumere basse quantità di liquidi. Se a questo si aggiunge una diminuita capacità di conservare sali e acqua, si può capire come l’apporto giornaliero di liquidi sia di primaria importanza durante la terza età.

Consulta il menu dell’anziano in salute e quello dell’anziano in terapia.


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Redazione Sanihelp.it

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