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Impatto psicologico della quarantena

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Pubblicato il: 23-03-2020

Impatto psicologico della quarantena © iStock

Sanihelp.it - Un recentissimo studio apparso su The Lancet  ha proposto una revisione sull'impatto psicologico della quarantena utilizzando tre database elettronici.

Dei 3166 articoli trovati, 24 sono stati inclusi nella metanalisi. 

Il confinamento domestico imposto, quello che tutti noi stiamo vivendo in questi giorni, è stato correlato a effetti psicologici negativi con sintomi di stress post-traumatico, confusione e rabbia, frustrazione a cui si accompagnano noia, stress causato da informazioni inadeguate sull’emergenza sanitaria,il timore di perdite finanziarie e del posto di lavoro e stigmatizzazione dei soggetti contagiati con effetti anche a lungo termine. 

«La limitazione della libertà personale anche se in condizioni di agio come il proprio domicilio é un'esperienza spiacevole per coloro che la subiscono. La separazione dai propri cari, la perdita di libertà, l'incertezza sullo stato della malattia e la noia possono, a volte, creare effetti sgradevoli ed esacerbare o slatentizzare disturbi come ansia, depressione, aggressività» precisa Johann Rossi Mason, giornalista medico scientifico, coach e autrice del libro Cervello senza limiti

Il focolaio di COVID-19 che si sta diffondendo ad ogni latitudine ha visto intere città della Cina poste sotto quarantena di massa, mentre a molte migliaia di cittadini stranieri che tornano a casa dalla Cina è stato chiesto di auto isolarsi a casa o in strutture gestite dallo stato.

Precedenti analoghe misure sono state messe in atto da Cina e Canada durante lo scoppio del 2003 della sindrome respiratoria acuta grave (SARS), mentre interi villaggi in molti paesi dell'Africa occidentale sono stati messi in quarantena durante lo scoppio del virus Ebola nel 2014.

La quarantena che stiamo vivendo dunque deve diventare un’occasione per fare coping come chiarisce ancora Johann Rossi Mason: << Il COPING è la capacità di affrontare le avversità. Nei momenti di crisi, in quelli più critici attiviamo naturalmente delle risorse che non sapevamo di avere. Basti pensare che precedenti ricerche hanno dimostrato che proprio nei momenti storici più duri come guerre e carestie il rateo di suicidi crolla vertiginosamente. La ragione è che nella mente si attiva uno spiccato istinto di sopravvivenza. L’isolamento imposto dal Coronavirus è molto diverso: ci si chiede di rimanere chiusi nelle nostre confortevoli case, spesso con i nostri cari e potendo approvigionarci di cibo e beni di prima necessità. Ma questo esilio dorato porta ad avere grande disponibilità di un bene raro, il tempo. Questo spazio mentale è qualcosa a cui molti di noi non sono abituati quindi il rischio è che venga usato male, per alimentare paure (comprensibili ma che non devono diventare pervasive) e pensieri catastrofici sul futuro. Meglio usare questo bonus di tempo inaspettato come un regalo fuori stagione per fare progetti, coltivare la creatività e strutturare nuove abitudini che contribuiscano al nostro equilibrio (per es. meditare, riposare adeguatamente), giocare e allenare il cervello per le sfide che ci attendono».



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Cervello senza limiti

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