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Don't worry, be happy!(non preoccuparti, sii felice): La famosa canzone suggerisce la medicina per combattere l'infarto

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Pubblicato il: 07-05-2002

I risultati di uno studio recente indicano che gli uomini dal temperamento irascibile sono più soggetti a malattie cardiache premature ed attacchi di cuore rispetto alle persone più pacate.

Sanihelp.it - Lo studio, che ha preso in osservazione più di 1.000 uomini, ha dimostrato che le persone che sotto stress diventano irascibili e “cattivi”, hanno un rischio di tre volte maggiore di ammalarsi di malattie cardiache prima dei 55 anni di età. Questi individui hanno inoltre un rischio di oltre 5 volte maggiori di subire un infarto o attacco cardiaco prima dei 55 anni.

I risultati, pubblicati sul numero di Aprile della rivista Archives of Internal Medicine,devono farci sicuramente riflettere visto che gli attacchi cardiaci prematuri sono la principale causa di morte negli Stati uniti e in Europa. Secondo la Dott.ssa Patricia P. Chang della John Hopkins University a Baltimora, Maryland, autrice dello studio, imparare a controllare la rabbia può aiutare a ridurre il rischio di infarto cardiaco. Le statistico riferiscono che circa il 15% delle morti per attacco cardiaco avvengono prima dei 55 anni d’età.
Nel caso sia impossibile riuscire da soli a controllare lo stato di irascibilità, è importante prenderne atto e consultare un professionista che potrà suggerire la strada migliore per ottenere il risultato. A conferma dell’importanza dell’autocontrollo, studi precedenti hanno dimostrato che persone che hanno già sperimentato un infarto cardiaco, migliorano notevolmente se riescono ad autocontrollarsi.
I volontari che hanno partecipato allo studio sono tutti diplomati alla scuola medica statunitense tra il 1948 ed il 1964; dopo un esame clinico iniziale hanno risposto ad un questionario incentrato sulla loro salute passata, abitudini di vita e modalità di reazione agli eventi stressanti. Ogni 5 anni il gruppo deve compilare un questionario fornendo informazioni sulla propria salute e descrivendo le proprie reazioni “sotto pressione”.

Nel 1995, quando l’età media del gruppo era di quasi 65 anni, circa l’8% dei pazienti aveva già subito un attacco cardiaco. Gli uomini che avevano dichiarato di essere particolarmente irritabili, di esternare la propria rabbia o che si arrabbiavano facilmente ma nascondevano i propri sentimenti, riportavano un maggior rischio di malattie cardiache premature e di infarti. Il rilievo era indipendente da altri fattori di rischio tipo il livello di colesterolo nel sangue, l’Indice di Massa Corporea (BMI) e la pressione sanguigna.

Lo studio indica anche che la rabbia è spesso associata ad un incremento del rischio di depressione ed ansia ma non ad un rischio prematuro di ictus.

Non è stato ancora esattamente chiarito come la rabbia può causare problemi cardiovascolari, ma i ricercatori notano che è sicuramente associata al rilascio di catecolamine, composti chimici che “restringono” i vasi sanguigni, aumentano i battiti del cuore e fanno aumentare la pressione del sangue.

FONTE: Archives of Internal Medicine 2002


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Redazione Sanihelp.it

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