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La conoscenza dei segni iniziali dell'ictus può permettere un buon intervento terapeutico

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Pubblicato il: 08-05-2002

Esaminando i risultati di una ricerca Australiana, la maggior parte delle persone non è in grado di riconoscere i segnali premonitori di un ictus. I centri di pronto soccorso possono intervenire nelle prime fasi della malattia con buoni risultati.

Sanihelp.it - Non è sempre facile rendersi conto dell’attacco ischemico cerebrale anche perché i sintomi dell’ictus possono variare rendendone difficile l’individuazione.
I pazienti a cui vengono somministrati nella fase precoce dall’esordio dei sintomi(circa tre ore) farmaci anticoagulanti, hanno più probabilità di guarire rispetto a quelli che non vengono trattati precocemente.
Sung Sug Yoon, infermiera presso l’Università di Newcastle nel New South Wales in Australia ed autrice di questo studio, afferma che la difficoltà è proprio istruire le persone a riconoscere la comparsa dei primi segni della malattia in quanto non sempre i sintomi dell’ictus si manifestano nello stesso modo.
La Yoon e la co-autrice Julie Byles basano i loro risultati sulle discussioni condotte in Australia con 14 sopravvissuti all’ictus, 10 medici specializzati nel loro trattamento e 11 persone sane e senza alcuna esperienza sull’argomento.

I partecipanti sani alla ricerca, hanno correttamente individuato i sintomi tipici dell’evento: formicolii e/o diminuzione improvvisa della forza particolarmente in un lato del corpo, paralisi di un arto o della bocca, calo improvviso o addirittura la perdita della vista, “bocca storta”. L’intervista ad alcuni pazienti sopravvissuti all’evento, ha però evidenziato che questi soggetti non avevano riconosciuto i segni iniziali di ictus in quanto i sintomi erano diversi da quelli normalmente descritti.

I pazienti colpiti da questa patologia hanno infatti riferito sintomi tipo mal di testa, nausea, vomito e vertigini. Altri sintomi riportati sono incapacità al controllo delle emozioni con crisi improvvise di pianto e risate, una parlata strascicata simile a quella di un ubriaco, la comparsa di un sapore strano in bocca. Altri pazienti hanno riferito problemi di equilibrio, visione doppia o sensazione di “testa leggera”.

I pazienti intervistati hanno riferito di aver atteso la mattina seguente o addirittura alcuni giorni per consultare un medico o per recarsi all’ospedale avendo giudicato i sintomi come passeggeri.

I risultati, pubblicati nel numero di maggio della rivista British Medical Journal, devono essere uno stimolo ad aumentare l’educazione al riconoscimento dei sintomi dell’ictus e all’importanza di intervenire nel più breve tempo possibile.

I pazienti sani intervistati spesso ignorano la malattia, non sono a conoscenza dell’esistenza delle organizzazioni che si occupano dell’ictus anche dal punto di vista informativo, ed hanno nel proprio medico l’unica fonte di informazioni.

La maggioranza dei partecipanti allo studio conosce i segni della malattia per esperienze dirette o di membri della famiglia. Quindi una promulgazione di semplici ed accurate informazioni sui sintomi, e sul trattamento dell’ictus in fase precoce, tra i pazienti e tra le loro famiglie potrebbe essere un efficace mezzo di diffusione anche tra il pubblico.

La raccomandazione finale è quella di concentrare gli sforzi d’informazione sulle fasce di popolazione ad alto rischio di ictus, come ad esempio gli anziani, gli ipertesi e chi ha un fattore rischio aumentato quali il colesterolo alto, il fumo, la sedentarietà, gli eventi stressanti

FONTE: British Medical Journal 2002


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Redazione Sanihelp.it

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