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Cellulare a scuola? Assolutamente no

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Pubblicato il: 30-08-2005

La Cellularmania dilaga tra i piccoli, che ormai vivono con il telefonino in tasca o addirittura sotto il banco. Ma attenzione: i cellulari a scuola hanno le ore contate.

Sanihelp.it - Pronto? Mamma? Sono a scuola! Non c’è che dire, quella di oggi è proprio una generazione telefonino. Lo rivela una ricerca effettuata da Telefono Azzurro: in Italia, paese al primo posto per possessori di telefonini, il 51 % dei bambini tra i 7 e gli 11 anni ne possiede già uno.  
E la sindrome da cellulare dilaga anche a scuola, tant’è che alcuni istituti hanno predisposto misure punitive contro gli studenti sorpresi a digitare numeri o messaggi.  
 
«È una vera e propria dipendenza, sia per il bambino, che spesso fatica a staccarsi dalla tastiera, sia per i genitori, che pretendono dai figli la massima reperibilità», afferma Emanuela Iacchia, psicologa e psicoterapeuta.  
«La necessità, da parte dei genitori, di conoscere tutti gli spostamenti del proprio figlio andrebbe ridimensionata, ed è comunque immotivata finché il ragazzo va alla scuola media e non ha frequentazioni all’infuori del paese, mentre può essere giustificata al momento dell’ingresso alle superiori, quando la vita dei figli esce dal circondario e quindi dal controllo genitoriale».  

In più la funzione comunicativa del telefono viene sempre più messa in secondo piano in favore di suonerie e giochini: questo va a scapito delle relazioni interpersonali, così importanti durante l’età evolutiva.  
«Se all’interno di un gruppo ognuno si isola con il proprio telefonino è come se abbandonasse il reale per un’immersione nel virtuale: gli effetti sono perdita del senso della realtà, isolamento, diminuzione dei momenti di interazione e confronto con i coetanei». 
 
Inoltre per il 25% dei ragazzi il cellulare è indispensabile per sentirsi parte del gruppo. «È qui che devono subentrare i valori che la famiglia ha trasmesso al piccolo, cioè l’idea che il possesso di un bene materiale non deve essere un veicolo di accettazione nella comunità», sostiene la dottoressa.  
 
Infine, qualche consiglio a genitori e maestri.  
 
«Ai genitori consiglio di non irrigidirsi troppo sull’acquisto in se stesso, quanto piuttosto sull’uso, che va monitorato attentamente: i bambini non hanno la capacità di comprendere da soli la funzione di un telefono portatile, che deve essere sostanzialmente quella delle chiamate d’emergenza.  
Moderate il taglio delle carte ricaricabili, e spiegate al ragazzo le sue responsabilità sulla durata della ricarica. E al momento dell’acquisto non esagerate con i modelli super-accessoriati e costosissimi!  
 
Per quanto riguarda la scuola, l’utilizzo del cellulare deve essere assolutamente bandito perché rappresenta una forte distrazione (oltre che un danno per la salute), mentre la classe è una comunità che deve funzionare senza interferenze dall’esterno. Per le emergenze ci sono i telefoni pubblici e gli apparecchi della segreteria».


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Redazione Sanihelp.it

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