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I geni non sono tutti uguali: una ricerca dell'Istituto Medea

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Pubblicato il: 06-09-2005
Sanihelp.it - Gli introni, che costituiscono il 25% del nostro genoma e che fino ad ora erano considerati DNA spazzatura, contengono informazioni importanti per il funzionamento dei nostri geni. Questo è il motivo per cui una così grande porzione di genoma non è finita nel cestino evolutivo e, anzi, ha un ruolo nello sviluppo embrionale e nei processi cellulari fondamentali.

La scoperta è frutto del lavoro dei ricercatori del laboratorio di bioinformatica dell'IRCCS Medea, che hanno operato utilizzando metodiche di genomica comparativa e computazionale.

Il completamento del progetto genoma ha indicato che i geni umani sono molti meno di quanto ci si aspettasse; infatti, invece dei 100-150.000 attesi, sono poco più di 30.000: solo 300 più del topo e meno del doppio di un verme. Inoltre, i geni degli organismi superiori (eucarioti) sono spezzettati, in quanto le porzioni che contengono le informazioni per costruire le proteine (esoni) sono interrotte da sequenze (introni) non utilizzate per questo scopo.

Gli esoni costituiscono meno del 2% del nostro genoma, mentre gli introni ne rappresentano circa il 25%. Fin dal momento della loro scoperta (1978) gli introni sono stati considerati DNA spazzatura (insieme alla restante parte di DNA che non contiene geni), alimentando un dibattito sul motivo per cui una cosi grande porzione del genoma non sia finita direttamente nel cestino evolutivo. Tali sequenze non rappresentano spazzatura ma contengono informazioni importanti per il funzionamento dei nostri 30.000 geni.


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Redazione Sanihelp.it

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