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Infezioni resistenti alla V

La Ramoplanina prevenzioni delle infezioni da enterococchi

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Il Congresso Europeo di Milano sulle Malattie Infettive evidenzia le potenzialità dell'antibiotico nell'eliminazione degli enterococchi resistienti alla Vacomicina

Sanihelp.it - Al recente 12° Congresso Europeo di Microbiologia Clinica e Malattie Infettive, alcune relazioni tenute da importanti ricercatori hanno evidenziato i rischi e l'elevata mortalità associati alle infezioni da Enterococchi Resistenti alla Vancomicina (VRE); infezioni che stanno diventando più frequenti.
Allo stato attuale le opzioni disponibili per la prevenzione e la cura di questa infezione sono scarse e spesso inefficaci.
Biosearch Italia S.p.A. annuncia che i dati preliminari dello studio attualmente in Fase II sulla Ramoplanina, dimostrano la sua validità nella prevenzione delle infezione ematiche da VRE.

La Ramoplanina, scoperto da Biosearch e sviluppato in collaborazione con Genome Therapeutics Corp. suo partner in Nord America, è un nuovo antibiotico che dai risultati emersi dal trial clinico in Fase III attualmente in corso negli USA, risulta essere di prima scelta per la prevenzione delle infezioni ematiche da VRE.

Le infezioni da VRE sono state l'argomento principe di un Simposio tenutosi durante il 12° Congresso Europeo di Microbiologia Clinica e Malattie Infettive di Milano.
La professoressaa Carol A. Kauffman, (Responsabile del Dipartimento di Malattie Infettive - University of Michigan Medical School & Ann Arbor Veterans Affairs Healthecare System), durante la sua relazione dal titolo Trattamento delle infezioni da VRE, ha affermato che le infezioni ematiche provocate da VRE portano a un rilevante aumento del rischio di morbilità e di mortalità che può arrivare fino al 50% secondo quanto riportato dalla letteratura. 

Le misure che i medici adottano nell'intento di trattare questa infezione in aumento, (ad esempio isolamento dei pazienti infetti e barriere preventive; impiego di antibiotici selettivi) sono in genere difficilmente potenziabili ed inadeguate per i pazienti a rischio.
Migliori prospettive offre la prevenzione delle infezioni da VRE ottenuta decolonizzando il tratto gastrointestinale che rappresenta la riserva primaria dei microrganismi resistenti.

Gli enterococchi sono una famiglia di batteri gram-positivi che fanno parte delle normale flora intestinale e di norma non provocano infezioni, ma diventano una minaccia nei malati ospedalizzati. Per 30 anni l'antibiotico utilizzato nel trattamento delle infezioni ematiche enterococciche è stata la Vancomicina.

Tuttavia l'impiego a largo raggio della Vancomicina e di altri antibiotici potenti quali le cefalosporine di 3° generazione, hanno aumentato la prevalenza di VRE.

Attualmente negli Stati Uniti gli enterococchi rappresentano la seconda causa di infezione ematica contratta nelle unità di terapia intensiva. L'aumento dal 1994 al 1999 delle infezioni ematiche a livello delle unità di terapia intensiva è stato del 47% e le infezioni enterococciche erano per il 25% provocate da VRE.

In Europa la prevalenza di VRE è sempre stata più bassa rispetto agli Stati Uniti; tuttavia l' aumento nell'isolamento di VRE è stato confermato anche nei Paesi Europei.

Herman Goossens - Direttore della Microbiologia - Universitair Ziekenhuis Antwerpen - Belgium - ha sottolineato la possibilità che in alcuni Paesi Europei l'epidemiologia da VRE possa evolvere come negli Stati Uniti, e l'esistenza di un'apparente correlazione tra VRE e aumento di resistenza ad altri antibiotici.

Robin Petel - Mayo Clinic - Rochester, USA ha puntualizzato che le infezioni ematiche da VRE pongono a maggior rischio i pazienti immunocompromessi. La popolazione a rischio include soggetti sottoposti a chemioterapia, trapianto di organi, o altro trattamento con effetto immunosoppressore, oltre ai pazienti ricoverati in reparti di terapia intensiva .
La dottoressa Patel ha presentato i dati relativi alla Mayo cllinic , che confermano l'elevata frequenza di infezioni da VRE in pazienti colonizzati e l'elevata mortalità(>70%) nonostante l'impiego di antibiotici di recente introduzione .

La Ramoplanina ha dimostrato, in trials in fase II, di determinare la soppressione di VRE nel tratto intestinale dei pazienti colonizzati: nel 90% dei pazienti trattati, i batteri non venivano rilevati, mentre in tutti i pazienti placebo si evidenziava la presenza di VRE.

Secondo quanto sottolineato da Giorgio Mosconi - Vice presidente Clinical and Development - Biosearch Italia i dati raccolti dallo Studio Europeo di Sorveglianza su VRE (sponsorizzato da Biosearch Italia) indicano un aumento anche in Europa della prevalenza e dell'incidenza di VRE e pertanto la scoperta del nuovo antibiotico crea una possibilità di prevenzione sia di questa grave infezione sia delle infezioni opportunistiche che si possono contrarre in ambiente ospedaliero.
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di Redazione Sanihelp.it 
Fonte: Mayo cllinic
Tags: congresso Europeo Milano, Malattie Infettive, ramoplanina, gastrointestinale, Enterococchi resistenti alla Vancomicina,
Revisione: 29-06-2009

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