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Novità nella cura della Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva

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Pubblicato il: 23-09-2005
Sanihelp.it - Boehringer Ingelheim Italia ha promosso il primo studio prospettico per valutare l’impiego di due broncodilatatori a lunga durata invece di un broncodilatatore a lunga durata e un antinfiammatorio.

Secondo i risultati, presentati durante il Congresso annuale dell’European Respiratory Society, la funzionalità respiratoria dei pazienti affetti da Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) migliora in modo significativamente maggiore se essi vengono trattati associando due broncodilatatori con diverso meccanismo d’azione, tiotropio e formoterolo, rispetto all’associazione di un broncodilatatore, salmeterolo, e un antinfiammatorio, fluticasone propionato.

«Questo studio a breve termine sottolinea l’efficacia di broncodilatatori combinati e supporta quindi quanto raccomandato dalla linee guida internazionali», ha affermato il Professor Klaus Rabe, sperimentatore capo dello studio. «Quello di cui abbiamo bisogno adesso sono studi a più lungo termine».

La BPCO è una patologia caratterizzata da un progressivo air trapping in cui l’ostruzione delle vie aeree determina un eccessivo intrappolamento d’aria nei polmoni durante l’espirazione.
L’air trapping è una causa primaria di dispnea e spesso limita la capacità del paziente a svolgere le sue attività quotidiane.


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