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Mieloma: filo diretto con il medico

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Pubblicato il: 10-10-2005

Sostegno psicologico e rapporto diretto con il medico:sono gli obiettivi di un progetto nato per aiutare gli italiani colpiti da mieloma a combattere la loro battaglia.

Sanihelp.it - Scoprire di avere una malattia grave ma poco conosciuta e non sapere come orientarsi tra un numero elevato di specialisti e terapie: è l’angoscia di tanti italiani (se ne contano circa 3500 ogni anno) colpiti da mieloma, un tumore del sangue fortemente invalidante a livello scheletrico, per il quale non esiste ancora una cura completamente risolutiva.

Questa patologia è al centro di un nuovo modello di comunicazione tra medici e pazienti, lanciato dall’AIL, Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma: si chiama AIL Pazienti-Mieloma e (sulla scia dell’analoga esperienza dell’International Myeloma Foundation) permetterà a quanti soffrono di mieloma di avere un confronto diretto con gli specialisti del settore per poter chiarire i loro dubbi sulla malattia e affrontare con maggiore consapevolezza la terapia.

«Oggi sono disponibili numerose terapie per la cura del mieloma multiplo, e proprio questa abbondanza crea confusione e difficoltà ai pazienti, che tra l’altro sono soprattutto anziani e quindi maggiormente bisognosi di aiuto», afferma Mario Boccadoro, docente di Ematologia all’Università di Torino.
«D’altra parte, però, al giorno d’oggi i pazienti sono sempre più informati e vogliono conoscere i problemi legati alla loro salute».

Ecco come avverrà in pratica questo filo diretto con il medico: l’associazione organizzerà incontri periodici con i pazienti, almeno una volta l’anno, in diverse regioni d’Italia. Questi appuntamenti avranno la struttura di veri e propri seminari scientifici, in cui i medici affronteranno le problematiche legate al mieloma con un linguaggio semplice e chiaro, che possa essere accessibile a tutti.

«Oggi è possibile assicurare una buona sopravvivenza ai pazienti», sostiene Robin Foà, docente di Ematologia presso il Dipartimento di Biotecnologie Cellulari ed Ematologia dell’Università La Sapienza di Roma, «e i miglioramenti ottenuti vanno attribuiti non soltanto alla chemioterapia antiblastica, ma anche alle migliori terapie di supporto».

Il primo Patient Seminar si è tenuto il 7 ottobre all’Università La Sapienza di Roma e ha visto la partecipazione di centinaia di pazienti provenienti da tutta Italia.

Per avere informazioni sull’iniziativa e sui prossimi seminari visitare il sito www. ail.it.


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Redazione Sanihelp.it

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