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Dottore, come tratti i pazienti?

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Pubblicato il: 19-10-2005

Cari dottori, come comunicate con i vostri pazienti? AIOTE invita i professionisti sanitari a interrogarsi sulle proprie doti interpersonali con un piccolo questionario.

Sanihelp.it - È ormai appurato che una comunicazione puntuale e personalizzata tra medico e paziente sia in grado di aiutare quest’ultimo a elaborare la malattia e ad affrontare con più consapevolezza la terapia.

La necessità attuale di recuperare il rapporto e il dialogo con il paziente deriva anche dalla trasformazione delle problematiche con cui il medico ha a che fare: oggi, contrariamente al passato, i dottori devono confrontarsi con malattie di lungo percorso con le quali si convive per anni (diabete, cancro, ipertensione ecc.), per cui, per affrontare il malato, devono avere particolari doti comunicative e interpersonali.
Ma anche i pazienti sono cambiati: oggi sono più informati, esigenti, critici, vogliono interloquire con i camici bianchi e non più solo ascoltare (spesso senza capirci molto) le diagnosi.

Ed è proprio per venire incontro a queste nuove esigenze degli ammalati (specialmente anziani) che l’AIOTE, Associazione Italiana per l’Oncologia della Terza Età, ha pensato di interpellare direttamente i medici, per chiedere loro una sorta di resoconto sulla propria capacità di relazione con il paziente.
Sul sito www.aiote.org medici, infermieri e operatori sanitari possono compilare un questionario (preparato dai ricercatori dell’Istituto Nazionale per il Ricovero e la Cura degli Anziani), in cui si chiede loro di contribuire alla riflessione su questo tema con le proprie esperienze e valutazioni.

Con questa iniziativa l’associazione intende promuovere, coinvolgendo chi se ne occupa ogni giorno, la riflessione sul tema della comunicazione in corsia, con particolare attenzione per gli anziani, categoria difficile da informare ma sulla quale persistono pregiudizi e reticenze.

Quella dell’AIOTE non è l’unica iniziativa volta a ritrovare una medicina più umana: ultimamente università e ospedali moltiplicano i corsi per insegnare agli operatori della sanità a comunicare con il malato.
Per esempio si stanno diffondendo in Italia, sulla scia dell’esempio americano, programmi di medicina narrativa: i clinici si accostano a testi in cui i protagonisti sono malati e malattie, oppure si cimentano loro stessi nella scrittura di racconti.

Il messaggio dell’AIOTE è chiaro: recuperare il rapporto con i pazienti significa imparare ad avvicinarsi al loro dolore aiutandoli ad affrontare la loro battaglia, ma è anche un arricchimento per il medico stesso che non si limita più a leggere una cartella clinica, ma dialoga, ascolta, legge, studia, racconta: diventa, in fondo, un medico-amico e, perché no, anche un po’ filosofo…


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Redazione Sanihelp.it

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