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Fitoterapia tra illusioni e verità

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Pubblicato il: 14-11-2005

Sempre più persone si affidano alla fitoterapia: perché? E soprattutto, come? Un libro spiega come utilizzare correttamente questo millenario rimedio di cura.

Sanihelp.it - La fitoterapia come non l’avete mai vista: è l’argomento di Fitoterapia, erbe medicinali tra evidenze d’efficacia ed effetti indesiderati, saggio di recente uscita che tratta l’argomento della medicina complementare, con le sue promesse, le sue verità e i suoi limiti, da un punto di vista obbiettivo, senza stare dalla parte di chi la prova e giura che funzioni, né tanto meno dalla parte di chi ne rinnega efficacia e fondamento scientifico. Un’opera che mette a nudo la medicina naturale scoprendone luci e ombre, dubbi e certezze.

Perché le medicine alternative riscuotono sempre più successo? Perché, affermano gli autori del libro Giorgio Dobrillo e Gabriella Coruzzi, spesso si pensa che tutto ciò che è naturale è sinonimo di innocuo e sicuro, mentre i farmaci tradizionali sono tossici e dannosi. Partendo da questo fuorviante presupposto molta gente ricorre alla fitoterapia senza consultare il medico. Ma, come dice Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano, «l’idea che tutto ciò che deriva dalla natura sia accettabile e benefico è un non senso: i veleni più potenti si trovano in natura e virus e batteri sono assolutamente naturali!».

In realtà i preparati fitoterapici contengono composti chimici a tutti gli effetti e svolgono azioni biologiche sia terapeutiche che tossiche. È documentato che tali sostanze possono essere nocive e perfino letali, per l’effetto intrinseco dei suoi principi attivi, per la presenza di contaminanti o per l’interazione con altri farmaci.

In pratica, la fitoterapia non corrisponde a un’opzione terapeutica libera, auto-prescritta e auto-gestita, né tanto meno a una scelta di cura più blanda e innocua rispetto a quella convenzionale: la medicina complementare si differenzia da quella tradizionale per la visione olistica (cioè completa) dell’uomo ma utilizza gli stessi strumenti, altrettanto efficaci, ma allo stesso modo anche potenzialmente dannosi, della medicina allopatica. Via libera dunque a erbe e piante, ma con le dovute cautele. Eccone alcune:

  • chiediti se i tuoi disturbi necessitino davvero di essere curati o se invece non sarebbe sufficiente una correzione di atteggiamenti psicologici, norme dietetiche o comportamenti inadeguati

  • bando al fai-da-te: non curarti in base a convincimenti personali o a informazioni ricavate da stampa non accreditata o da siti di chiara estrazione commerciale

  • rivolgiti a persone esperte, con provate competenze botaniche

  • chiedi sempre delucidazioni al fitoterapeuta in merito all’efficacia e alla sicurezza dei preparati vegetali

  • comunica al medico i farmaci che stai già assumendo per evitare pericolose interazioni

  • annota su un diario la comparsa di effetti strani da comunicare al terapeuta o al farmacista.


Solo così la scelta di affidarsi alla fitoterapia è basata sulla consapevolezza e sulla conoscenza dei suoi reali poteri e limiti.


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Redazione Sanihelp.it

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