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Quando allattare è un problema

Allattare è un gesto d'amore che talvolta presenta delle difficoltà, da affrontare con l'aiuto del papà, della famiglia, del pediatra e degli altri operatori sanitari.

Sanihelp.it - La paura di una mancata lattazione (incapacità di produrre latte) o di un’insufficienza lattea (quantità inadeguata a soddisfare le esigenze nutrizionali del neonato) è uno dei motivi più comuni che spingono le madri a non iniziare l’allattamento, a interromperlo prematuramente o a integrarlo con alimenti complementari. In questo frangente è fondamentale il sostegno psicologico, che rafforzerà nella madre la fiducia nella propria capacità.

È necessario tener conto innanzitutto che l’anestesia, la somministrazione di sedativi, il parto e altri motivi di stress per mamma e neonato possono ostacolare l’inizio della lattazione. Inoltre, il dubbio di non produrre latte a sufficienza è nella maggior parte dei casi privo di fondamento: per produrne in quantità adeguata e per il tempo necessario, basta attaccare al seno il bimbo ogni volta che lo richiede.

Per quanto riguarda eventuali controindicazioni, va detto che i bambini non possono essere allergici al latte della propria madre; anche nei rarissimi casi del cosiddetto ittero da latte materno non ci sono rischi per la salute del bambino, ed è consigliabile allattare piuttosto che somministrare latte artificiale.
Se il bambino è ammalato, il latte materno non crea problemi per l’apparato digerente e permette una ripresa più rapida. Lo stessa considerazione va fatta nel caso di malattie ereditarie o congenite, in cui l’allattamento al seno può aiutare la ripresa o evitare l’aggravamento.

Uniche due controindicazioni all’allattamento (se si esclude la galattosemia, una rara malattia ereditaria) sono:

  1. Uso di alcuni farmaci. Sono pochi i farmaci incompatibili con l’allattamento al seno. Se un farmaco è stato assunto durante la gravidanza, è probabile che si possa continuare ad assumerlo anche durante l’allattamento poiché la quantità che passa nel latte è solitamente inferiore a quello che passa nell’utero. In caso contrario, un farmaco incompatibile può essere sostituito con un altro non controindicato.

  2. Infezioni virali in atto nella madre, in particolare HIV e herpes bilaterale del capezzolo.
In questi casi l’alimento indicato per il bambino è il latte per la prima infanzia: è la cosiddetta formula di inizio per i primi 4-6 mesi, seguita poi da una formula di proseguimento, secondo le indicazioni del pediatra.

Al contrario, problemi anatomici della madre come il capezzolo introflesso o malformazioni del neonato come la palatoschisi non impediscono l’allattamento ma richiedono appositi accorgimenti. Neanche le ridotte dimensioni del seno sono da considerare come un ostacolo all’allattamento, così come non ci sono problemi in caso di chirurgia alla mammella.
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di Roberta Camisasca 
Fonte: Regione Lombardia e Organizzazione Mondiale della Sanità
Tags:  gravidanza allattamento
Revisione: 29-06-2009

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