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Italia e trapianti, il futuro nei giovani e nelle staminali

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Pubblicato il: 02-11-2005
Sanihelp.it - «È necessario proseguire l’attività di sensibilizzazione verso la donazione degli organi che la legge ci consente, intraprendendo un solido percorso culturale che non deve escludere alcuna generazione, partendo dagli studenti nelle scuole, affinché le opposizioni alle donazioni, che tuttora rappresentano un problema non indifferente, lascino man mano lo spazio ad uno spirito responsabile e solidale».

Con queste parole si si è concluso il primo convegno nazionale dell’Organizzazione Centro Sud Trapianti, svoltosi a Matera fino al 29 ottobre.
Il presidente dell’organismo, dott. Vito Gaudiano, non ha nascosto la sua soddisfazione sulle prospettive future della disciplina, «sia per quanto attiene l’incremento di tollerabilità degli organi da trapiantare e di disponibilità dei donatori, sia per quanto riguarda le grandi sfide della medicina rigenerativa, che costituirà un importantissimo cardine nel trattamento futuro di patologie ancora oggi incurabili».
La riprogrammabilità delle cellule staminali rappresenterà secondo gli esperti la nuova frontiera della ricerca medica contemporanea, consentendo la trasformazione da staminale adulta in staminale embrionale da cui far sviluppare tessuti e organi.

Oggi il nostro Paese ha raggiunto oggi il 5° posto in Europa nel campo dei trapianti d’organo. Tuttavia si registra un elevato numero dei pazienti in lista d’attesa, pur con una bassa mortalità, e risulta evidente la disomogeneità nelle cifre relative alle singole regioni, soprattutto a causa dell’alto livello di opposizione della popolazione nel Centro-Sud.
La sfida del futuro si deve pertanto giocare al livello dei Centri Regionali: è da qui che si devono diramare incentivi e proposte per compulsare le attività anche nel Centro-Sud.


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