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Acetone: non solo ai bambini...

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Pubblicato il: 07-11-2005

Ho 27 anni e soffro ancora di acetone: vorrei sapere come mai questo tipo di malattia ancora a questa età mi persiste. Per far scomparire il vomito assumo un farmaco antiemetico, ma c'è una dieta da seguire o qualche soluzione per evitare o guarire da questa patologia?

Mary R.

Sanihelp.it - L'acetone è quella condizione patologica che si sviluppa in qualunque organismo che, in assenza o carenza di zuccheri, si trovi nelle condizioni di dover utilizzare prevalentemente i grassi per produrre energia: in questa situazione si verifica l'aumento nel sangue di particolari sostanze, i corpi chetonici, prodotti appunto dalla combustione dei grassi. Tale condizione si verifica più frequentemente laddove sono ridotte le riserve degli zuccheri, come nei bambini, o molto più raramente, negli adulti in particolari condizioni di stress fisico.
Nel tentativo di ridurne la concentrazione nel sangue, l’organismo inizia a eliminare con le urine gli acidi acetoacetico e il 3-idrossi-butirrico e, attraverso i polmoni, l’acetone: quest’ultimo, a contatto dell’aria, emana il caratteristico odore di frutta matura e può causare vomito.

L'acetone può essere la conseguenza di una patologia infettiva, di un eccessivo affaticamento, di stress fisico, di un'indigestione.
Nel bambino può conseguire a febbre, a digiuno prolungato, ma anche a errori dietetici come l’assunzione di cibi particolarmente grassi (patatine fritte, eccessivo consumo di cioccolata), mentre nell'adulto la comparsa di chetosi può essere una complicanza di patologie importanti, come il diabete in fase di scompenso o malattie dell'apparato nervoso.

Si consiglia di assumere in caso di vomito bevande zuccherate, a piccoli sorsi, che aiutano a ripristinare la quota di zuccheri necessaria per l’organismo. Per prevenire le crisi acetonemiche è utile evitare l’assunzione di latte e yogurt intero, burro, gelato, cioccolata, brioches, merende confezionate, pizza, insaccati, uova, salumi, formaggi, fritti, maionese, panna, crema.

La diagnosi si basa sull’utilizzo di strisce reattive che permettono di svelare la presenza di corpi chetonici nelle urine, da acquistare in farmacia.



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Risponde il dottor Andrea Del Buono, endocrinologo e diabetologo:

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