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Scompenso: invertendo la terapia si aumenta la sopravvivenza

Sanihelp.it - Nuove speranze per la cura dello scompenso cardiaco cronico arrivano da un recente studio chiamato CIBIS III (Cardiac Insufficiency Bisoprolol Study III). La novità sta nell'inversione dello schema farmacologico finora seguito nella cura dello scompenso cardiaco e indicato nelle attuali linea guida delle Società Europea e Americana di Cardiologia, che consiste nella somministrazione di farmaci ACE-inibitori seguiti da beta-bloccanti.

Il CIBIS III invece propone di iniziare con un beta-bloccante, il bisoprololo, e di passare dopo sei mesi all'ACE-inibitore: così si avrebbe un beneficio sulla sopravvivenza dei pazienti, con una riduzione della mortalità del 28% durante la fase di somministrazione del solo bisoprololo e del 31 % durante il primo anno di trattamento.

Questi risultati dimostrano inoltre la possibilità, con l'applicazione di questa terapia, di prevenire l'elevato rischio di morte improvvisa (5 volte maggiore nei soggetti scompensati rispetto agli altri), e lasciano presagire un futuro cambiamento delle linee guida internazionali.
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di Roberta Camisasca 
Fonte: Redazione Sanihelp.it
Tags:  scompenso cardiaco
Revisione: 10-11-2005

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