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Bassi livelli di colesterolo buono sembrano collegati alla demenza

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Pubblicato il: 14-06-2002

Secondo recenti studi, bassi livelli di colesterolo buono, conosciuto come colesterolo HDL, aumentano il rischio di demenza negli anziani, anche se essi non mostrano segni di malattia cardiaca o ictus.

Sanihelp.it - L'autore dello studio, il Dr. Anton J. M. de Craen of Leiden University Medical Center in the Netherlands sottolinea l'importanza delle scoperte che suggeriscono come l'aumento del colesterolo HDL potrebbe prevenire l'insorgenza di deficit cognitivi e demenza.

I medici sono a conoscenza che pazienti con bassi livelli di colesterolo HDL(o lipoproteine a bassa densità) sono a rischio elevato di sviluppo di malattie cadiache o ictus. E’ altrettanto noto che malattie cardiache e ictus aumentano il rischio di demenza, in quanto l'indurimento delle arterie può ridurre il flusso sanguigno nel cervello. Inoltre l'ictus danneggia il tessuto cerebrale.

Il nuovo studio, pubblicato sul numero di giugno della rivista The Annals of Neurology, dimostra che bassi livelli di colesterolo HDL sono associati a deficit cognitivi e demenza, anche in pazienti che non mostrano segni di malattia cardiovascolare.

Nello studio, che ha coinvolto 561 anziani uomini e donne di 85 anni, i soggetti con livelli più bassi di colesterolo HDL, hanno dimostrato una probabilità più che doppia di sviluppare demenza rispetto a quelli con livelli di HDL più elevati. Quando i ricercatori hanno escluso i pazienti con storia documentata di malattia cardiaca o ictus, hanno scoperto che i soggetti con livelli di HDL più bassi, avevano un rischio di circa 4 volte più elevato di avere una demenza rispetto ai pazienti con livelli più elevati.

Nessuna di queste scoperte è stata influenzata dal grado di istruzione personale o dai livelli ematici di grassi pericolosi, come il colesterolo "cattivo" LDL o trigliceridi.

Secondo i ricercatori potrebbe essere possibile che pazienti senza rischio documentato di malattia cardiovascolare abbiano avuto un TIA(attacco ischemico cerebrale transitorio) che non è stato riconosciuto e che abbia contribuito alla demenza. È anche possibile che l'HDL, prevenendo la formazione delle placche associate alla demenza e/o riducendo l'infiammazione a livello del cervello, aiuti a ridurre il declino mentale.

Se, come sembra, l'aumento dei livelli ematici di colesterolo HDL può prevenire il declino cognitivo e la demenza, dovranno essere identificate nuove strategie terapeutiche.

Secondo la American Heart Association, i livelli di colesterolo HDL variano entro un range dai 40 ai 50 milligrammi/decilitro, nell'uomo di mezz'età, e nella donna dai 50 ai 60 milligrammi/decilitro. È considerato basso un valore inferiore a 40 mg/dl. È possibile aumentare i livelli di colesterolo HDL diminuendo il sovrappeso, facendo un regolare esercizio fisico e smettendo di fumare.

Fonte:Annals of Neurology 2002


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Redazione Sanihelp.it

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