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Donne e ricerca: poche al vertice, troppa la discriminazione

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Pubblicato il: 16-11-2005
Sanihelp.it - Quote rosa: se ne parla nella politica ma anche nella ricerca, dove le differenze di genere esistono e interessano soprattutto i vertici delle carriere.

A rivelarlo sono i dati di un’indagine condotta tra i Paesi dell’Ocse dall’Oecd Group: negli ultimi 10 anni è aumentato il numero delle ricercatrici, ma in Italia solo 2 rettori su 83 sono donne, le docenti ordinarie 2.800 su 18.000 (il 15,9%), le ricercatrici negli enti pubblici il 38,4% e nelle imprese il 18,9%.

«Nonostante le donne costituiscano ormai la maggioranza delle laureate in alcune discipline scientifiche», dichiara Sveva Avveduto, ricercatrice dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Consiglio nazionale delle ricerche e responsabile dell'indagine, «nessuna risulta tra i presidenti di grandi enti di ricerca».

La mancata valorizzazione del capitale umano femminile, stando alle dichiarazioni del World Economic Forum Report on Gender Gap del 2005, rappresenta uno spreco di risorse intellettuali, di investimenti sociali ed economici, con il conseguente indebolimento della competitività dei paesi.

Liberare questo potenziale è importante per dare una svolta al futuro: di questo tema si parlerà oggi e domani a Parigi, nel corso del convegno «Women in scientific careers: unleashing the potential», incentrato proprio sulle differenze di genere nel mondo scientifico.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
CNR

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