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Uno studio per riconoscere geneticamente l'ADHD

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Pubblicato il: 25-11-2005
Sanihelp.it - Grazie alle biotecnologie potrebbe essere possibile diagnosticare precocemente la sindrome da deficit di attenzione. Lo ha annunciato l'università di Cardiff che sta portando avanti uno studio su una nuova metodologia che, sfruttando le tecnologie ricombinanti, determinerà già nei neonati l'esposizione al rischio di sviluppare la sindrome da deficit di attenzione e iperattività conosciuta ormai come ADHD.

Ciò permetterà di avviare tempestivamente la terapia. Nello studio, pubblicato sugli Archives of General Psychiatry, si dice che la patologia è individuabile grazie alla presenza di una variante specifica del gene COMT, legato alla funzionalità delle corteccia prefrontale (una parte del cervello, n.d.r.) e già studiato per il suo ruolo in altre patologie mentali, come la schizofrenia.

«Dagli esiti di uno screening che ha interessato oltre 200 casi clinici riconducibili a sindromi da iperattività», ha detto Anita Thapar, ricercatore associato all'Università di Cardiff, «abbiamo appurato che l'incoerenza del gene COMT è una delle principali concause che inducono la malattia.


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Biotech

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