Gli esperti raccomandano: sportivi, attenti alle infezioni!
Sanihelp.it - È necessario sensibilizzare il mondo dello sport sulla necessità di un approccio all’attività fisica intelligente e sano: da questo presupposto è nata la collaborazione tra due marchi importanti,
ProPatria e GSK, che hanno deciso di promuovere un programma di educazione sanitaria degli sportivi affinché questi acquisiscano una maggiore consapevolezza sull’importanza della prevenzione delle malattie infettive causate da immunopressione dovuta ad allenamento intenso.
L’attività sportiva espone chi la pratica a una serie di
rischi di contrarre patologie infettive facilmente prevenibili con la vaccinazione. Infatti la buona difesa immunitaria indotta dalle vaccinazioni rende un atleta meno suscettibile ai processi infettivi, alcuni dei quali possono compromettere seriamente l’attività sportiva costringendo gli atleti a rinunciare o a rimandare le sedute di allenamento o a perdere appuntamenti agonistici importanti.
Per ogni sportivo, non solo per i più giovani, deve quindi essere previsto un
programma di prevenzione basato sulla somministrazione di alcuni vaccini.
Oltre alla
vaccinazione antitetanica, antidifterica e antipertossica ogni 10 anni, sono da raccomandare quella contro l’
influenza da praticare ogni anno e contro
pneumococco ogni 5 anni e quelle contro
l’epatite A e B che forniscono protezione per tutta la vita.
Lo sportivo più giovane dovrà avere praticate le vaccinazioni obbligatorie (antipolio, antitetanica, antidifterica, antiepatite B) e raccomandate (antiemophilus, antipneumococcica, antipertosse, antimorbillosa, antirosolia, antiparotite, antimeningococcica e antivaricella) dell’infanzia, rispettando i tempi previsti.
di Roberta Camisasca
revisione: 25-11-2005
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