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Se il bimbo piange, mamma e papà reagiscono diversamente. Ecco perchè

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Pubblicato il: 28-11-2005
Sanihelp.it - Come ogni genitore sa, i bambini comunicano con il pianto e le espressioni facciali.
Ma gli adulti sono in grado di riconoscere lo stato emotivo dei bambini attraverso l’espressione facciale?

La risposta è in uno studio condotto da ricercatori dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Cnr di Milano-Segrate e del Dipartimento di psicologia dell’Università di Milano-Bicocca, coordinato da Alice Mado Proverbio e Alberto Zani e reso noto nel corso del meeting annuale della Society for Neuroscience.

«Abbiamo messo a confronto l’attività cerebrale di genitori con figli di 2 anni circa insieme a donne e uomini senza figli né familiarità coi bambini, mentre osservavano centinaia di foto in primo piano di neonati e bambini estranei felici o sofferenti», spiega Alice Mado Proverbio, «con lo scopo di stabilire l’effetto del sesso e dell’esperienza parentale nella reazione empatica del cervello alla vista di bimbi sofferenti».

Le donne hanno mostrato inizialmente una risposta più ampia e più precoce degli uomini sulla regione del cervello che ricostruisce la struttura del volto; tuttavia dopo circa 250 millisecondi dalla presentazione del volto, i genitori di entrambi i sessi mostrano una risposta molto simile tra loro.
In particolare hanno mostrato una reazione empatica molto più forte in relazione a facce sofferenti , e hanno diversificato meglio le espressioni di paura intensa, dolore intenso, o grave sofferenza, piuttosto che di semplice disagio o fastidio. Più blanda invece la reazione dei non-genitori in entrambe le situazioni.

Ciò suggerisce che le espressioni addolorate stimolano una reazione empatica più forte nelle madri e allo stesso tempo evitano un’attivazione emozionale eccessiva nei padri. «Questi risultati», conclude la ricercatrice, «suggeriscono che le differenze tra madri e padri nella risposta affettiva alla sofferenza infantile possono essere dovuti a ragioni di tipo biologico e sociale, dipendente dal fatto che nella nostra società le madri spendono molto più tempo coi piccoli dei padri».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
CNR

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