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Allarme gelo: difendiamoci!

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Pubblicato il: 25-01-2006

Il grande freddo siberiano sta per colpire la nostra penisola: ecco i consigli del medico per affrontarlo al meglio

Sanihelp.it - In questi giorni i mezzi di informazione lo ripetono senza sosta: dopo aver stretto in una morsa di gelo la Russia e l’Est europeo, il grande freddo sta arrivando anche da noi.
Secondo le previsioni dei meteorologi, a partire da questo fine settimana il termometro potrebbe scendere anche a -10 gradi, sotto l’impulso delle gelide correnti provenienti dalla Siberia e dei venti di bora che irrigidiranno l’aria.

Al di là della sensazione poco piacevole, il freddo rappresenta un pericolo per la nostra salute? Lo abbiamo chiesto al dottor Alberto Penati, dermatologo e medico di base.
«Senza dubbio il freddo intenso richiede maggiori attenzioni e cautele, ma proteggendosi in modo adeguato i rischi sono ridotti. Le persone davvero in pericolo, come si è visto dalle morti registrate in Russia negli scorsi giorni, sono quelle che vivono in condizioni disagiate, senza un riparo e con scarse possibilità di procurarsi il cibo».

L’alimentazione rappresenta infatti una delle prime difese contro il freddo. Quali sono i cibi giusti per combattere il gelo?
«Il freddo comporta un dispendio calorico maggiore per l’organismo, che deve utilizzare più energia per mantenere costante la temperatura interna», spiega Penati. «La dieta va aggiustata di conseguenza, aumentando le quote caloriche in modo equilibrato. I grassi, e in particolar modo quelli animali, sono fondamentali per creare riserve di energia da spendere nel lungo periodo, mentre i carboidrati forniscono un apporto energetico immediato: pasta, pane e riso non devono mai mancare nell’alimentazione quotidiana per affrontare i giorni più freddi».

Anche lo stile di vita come deve cambiare per adeguarsi al clima?
«Le regole di protezione nei confronti del freddo seguono principalmente il buon senso comune», dice il medico. «Sembrerà banale, ma i consigli migliori sono evitare di stare all’aperto per lunghi periodi e senza muoversi, coprirsi bene con indumenti di lana e prestare particolare attenzione alle estremità, mani e piedi, che a causa della posizione periferica sono particolarmente esposti ai danni del freddo».

E in casa come dobbiamo comportarci?
«La cosa più importante è evitare sbalzi di temperatura eccessivi», consiglia il dottor Penati. «Il recente monito del Ministro della Attività Produttive di ridurre la temperatura nelle case per far fronte alla crisi energetica in realtà può essere utile anche a livello medico: l’ideale è mantenere una temperatura interna non superiore ai 20°. Per lo stesso motivo è consigliabile dosare la temperatura dell’acqua con cui ci si lava in modo che non sia troppo calda, e preferire la doccia al bagno. La sensazione di scaldarsi con l’acqua bollente in realtà è solo illusoria, perché l’acqua disperde il calore corporeo anziché aumentarlo».

Seguendo questi accorgimenti, insomma, le persone sane non dovrebbero avere problemi ad affrontare il freddo intenso. Diverso, invece, è il discorso per le categorie a rischio. Quali sono, e come devono comportarsi?
«Contrariamente a quanto si pensa, i bambini non sono i soggetti più esposti alle insidie del freddo. Una volta ben coperti, il loro metabolismo accelerato e la costante attività motoria rappresentano una protezione efficace. Gli anziani, invece, sono penalizzati dalla situazione inversa: il metabolismo rallentato, il ridotto appetito e la sedentarietà li rendono un bersaglio facile del gelo. Passati i 65 anni, quindi, meglio difendersi restando il più possibile in casa, al caldo e ben coperti, e facendo in modo di mangiare in modo completo e bere molta acqua. Le stesse misure precauzionali vanno adottate dai soggetti con problemi di salute, in particolare con patologie polmonari: l’influenza trova nel freddo un ottimo alleato, e le complicazioni anche gravi sono sempre in agguato».

Contro il freddo, insomma, non bisogna mai abbassare la guardia. Attenzione, però, agli errori provocati dai luoghi comuni: uno su tutti quello di credere che un bicchierino di grappa sia l’ideale per scaldarsi.
«L’alcol, in effetti, provoca una sensazione istantanea di calore dovuta al suo effetto vasodilatatorio», spiega Penati, «ma si tratta di un beneficio momentaneo e controproducente: in pochi minuti il caldo scompare, e la reazione costrittiva dell’organismo provoca un restringimento dei vasi con conseguente riacutizzazione del freddo. L’unico vantaggio resta allora quello di aver ingerito un buon numero di calorie, ma considerando i possibili effetti negativi sul metabolismo e sulla funzionalità epatica è molto meglio fare rifornimento di calorie a tavola».


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Redazione Sanihelp.it

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