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Individuati nuovi marker per identificare l'osteoporosi

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Pubblicato il: 24-01-2006
Sanihelp.it - Nuove prospettive si aprono grazie ai ricercatori dell’Istituto di tecnologie biomediche (Itb) del Consiglio nazionale delle ricerche di Milano che, in collaborazione con l’Università di Edimburgo (prof S. Ralston) e con l’Università de L’Aquila (prof A. Teti), hanno identificato alcuni marker genetici associati a questa malattia.

«Abbiamo preso in esame 1.077 donne in postmenopausa”, spiega il professor Paolo Vezzoni dell’Itb-Cnr, «e abbiamo analizzato il gene ClCN7, importante nella fisiologia dell’osteoclasta, la cellula che riassorbe l’osso, che lo porta verso la demineralizzazione e che quindi è coinvolta nello sviluppo dell’osteoporosi».

Sono state così individuate alcune varianti genetiche del gene ClCN7, che sono presenti solamente in una parte della popolazione. Si tratta di piccole variazioni del DNA, chiamate polimorfismi (SNP), che possono alterare la funzione di questo gene. I ricercatori hanno correlato questi SNP con la densità ossea, che è un classico indicatore dello stato di mineralizzazione dell’osso.

«I nostri studi hanno evidenziato che alcuni di questi polimorfismi erano effettivamente più frequenti nei malati, dimostrando quindi di essere in parte responsabili della predisposizione all’osteoporosi», conclude Vezzoni, «e i risultati ottenuti aprono una nuova via per combattere questa malattia, che colpisce una donna su tre e un uomo su 12».

La scoperta potrebbe portare anche a una nuova classe di farmaci che modificano la funzione di questo gene e che potranno essere utilizzati prima che la malattia diventi conclamata.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
CNR

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