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Tumori, arriva la carta d'identità

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Pubblicato il: 02-03-2006

Chemioterapia: in prima linea da anni nella lotta al cancro. E per il futuro grandi novità: con la carta d'identità del tumore meno effetti collaterali e cure più mirate.

Sanihelp.it - È il trattamento di prima scelta per molti tipi di cancro, con un centinaio di farmaci diversamente combinabili a seconda dei casi e un’altissima percentuale di successo terapeutico. Ma l’efficacia non è tutto: nonostante l’ampia gamma di composti oggi disponibili e i progressi della ricerca scientifica, oggi la chemioterapia presenta ancora due enormi falle.

La prima è dovuta agli effetti collaterali. I farmaci chemioterapici agiscono danneggiando il Dna della cellula o inibendo la moltiplicazione cellulare: così uccidono i nuclei tumorali, ma anche quelli sani, agendo indistintamente su tutte le cellule in attiva riproduzione.
Così si spiegano i tristemente famosi effetti della chemioterapia: alopecia, riduzione dei globuli bianchi, anemia, vomito, nausea ed effetti tossici su alcuni organi come cuore o rene.

Oggi la ricerca si sta concentrando sulla messa a punto di farmaci meno tossici, per aumentare la tollerabilità e l’aderenza alla terapia da parte del paziente migliorandone la qualità della vita. In questo senso si sta lavorando sui composti orali, più facili da somministrare al paziente, anche a domicilio. A volte si ristudia la formula di farmaci già noti in formula endovena, come la vinorelbina, ora disponibile anche per la somministrazione orale.

Il secondo difetto degli attuali trattamenti chemioterapici è quello di rivelarsi inefficaci in una percentuale ridotta di neoplasie, che risultano refrattarie ai farmaci. Da qui l’idea di stilare una carta d’identità genetica dei vari tipi di tumore, per conoscere la loro sensibilità nei confronti dei diversi composti e scegliere così la terapia a colpo sicuro, evitando al paziente trattamenti inutili e dannosi. L’obiettivo di questo progetto è quello di creare un database che possa fornire indicazioni utili alla scelta del trattamento in base al profilo genetico di ogni tumore.

Infine, un altro importante passo avanti nella terapia oncologia viene dai risultati del Progetto Genoma: sono stati messi a punto nuovi farmaci antitumorali non chemioterapici che non danneggiano il Dna delle cellule ma agiscono in maniera specifica, inibendo determinate funzioni necessarie alla progressione del tumore. Un esempio: trastuzumab, anticorpo monoclonale anti Her 2 utilizzato nella terapia del carcinoma mammario. Altre molecole interferiscono con i segnali della proliferazione cellulare, altri inibiscono gli enzimi proteolitici responsabili dell’espansione tumorale.

Tutti questi composti, per ora, non manderanno in pensione la chemioterapia, ma la affiancheranno ancora per un po’ nella lotta drammatica ma speranzosa al cancro.

Per saperne di più: Cancro, la guerra senza età, a cura di Elisa Manacorda e dell’Associazione Italiana per l’Oncologia della terza Età (Aiote).


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Chemioterapia, perché non possiamo farne a meno, di Adriana Bazzi

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