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Grazie a ricercatori italiani aumentano la possibilità di trapianto

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Pubblicato il: 31-01-2006
Sanihelp.it - Per le patologie nefrologiche gravi la terapia migliore resta ancora il trapianto del rene. È stato osservato che col trapianto la qualità di vita è di gran lunga migliore. C’è un problema però, non tutti coloro che hanno bisogno di un trapianato riescono ad ottenerlo, e per esempio in italia più di 50.000 restano in dialisi.

Un gruppo di ricerca italiano ha sviluppato una serie di metodologie che migliorano i risultati del trapianto e consentono quindi di utilizzare anche organi di persone anziane, che fino ad oggi venivano scartati.

I ricercatori del Mario Negri di Milano in collaborazione con il Nord Italia Transplant e i Centri Trapianto di Bergamo, Genova e Padova, hanno dimostrato che si possono migliorare ancora i risultati a distanza del trapianto.

Quando il donatore ha più di 60 anni, spiegano, si studia la qualità del tessuto renale attraverso una biopsia (si preleva un frammento di pochi milligrammi di rene e lo si studia al microscopio). Indipendentemente dall’età, il rene la cui struttura è ancora ben conservata, può bastare al ricevente per fare una vita normale anche se se ne trapianta uno solo. Se la struttura dei reni non è perfetta se ne devono trapiantare due (e fanno benissimo il lavoro di un rene ideale).


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Redazione Sanihelp.it

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