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Un progetto per assistere gli immigrati «come persone».

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Pubblicato il: 14-02-2006
Sanihelp.it - Dati allarmanti sono emersi dalla fiera SANIT, la Mostra di Tecnologie, Mezzi e Servizi per la Salute tenutasi dall’8 all’11 febbraio a Roma, in merito al dilagare del fenomeno della povertà.  

Luigi Toma, dirigente medico dell’Istituto San Gallicano, nel corso del convegno Povertà, Salute e Sviluppo in una società globalizzata, ha sottolineato che l’aspettativa di vita di una persona nata in un quartiere disagiato è inferiore di 10 anni rispetto all’aspettativa di vita di una persona nata in un quartiere benestante. «È necessario, per ovviare a questo fenomeno di globalizzazione della povertà, una stretta collaborazione tra servizi pubblici e privati sociali, per individuare progetti d’intervento comune».

Durante il convegno Enrico Materia dell’Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio ha messo in evidenza come il fenomeno della povertà sia strettamente interconnesso al livello di ricchezza e di sviluppo di una società.
Proprio per far fronte a queste problematiche, che colpiscono il più delle volte gli immigrati come la fascia più debole della popolazione, la Regione Lazio ha individuato nell’Istituto San Gallicano il centro di riferimento per la formazione di mediatori culturali.   

Figura, quella del mediatore linguistico-culturale, di cui lo stesso istituto si serve presso il suo Sportello Sociale, dove l’immigrato viene assistito non solo come paziente, ma anche come persona, che dopo aver abbandonato il suo paese di origine si trova a far fronte a gravi problematiche di integrazione.


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Redazione Sanihelp.it

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