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Fumo: il TAR del Lazio dice no alle lights

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Pubblicato il: 03-03-2006
Sanihelp.it - Scrivere light, legeres, leggera e cose simili è da considerarsi pubblicità ingannevole. Dopo la il provvedimento dell’Antitrust arriva la conferma del Tar del Lazio al quale si erano appellate le case produttrici di tabacco e sigarette.

Nel 2003 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato deliberò che i messaggi pubblicitari consistenti nell’apposizione delle diciture Lights, Leggera, Ultra Lights, Super Lights, Légères sulle confezioni di alcune marche di sigarette costituiscono una fattispecie di pubblicità ingannevole.

Contro tale decisione la Philip Morris, la Bat, l’Eti, e altri produttori di tabacco opposero ricorso dinanzi al Tar del Lazio, sostenendo che l’apposizione del termine lights sulle sigarette da loro prodotte e commercializzate costituisce parte integrante del marchio e come tale non può essere soggetto ad un giudizio di ingannevolezza.

La prima sezione del Tar Lazio, ha rigettato il ricorso dei produttori di tabacco, accogliendo le tesi del Codacons, che ha affiancato l’antitrust nella battaglia giudiziaria, confermando il provvedimento e riconoscendo quindi la valenza ingannevole della dicitura «lights» sui pacchetti di sigarette.


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