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Cardiologi contro pazienti: più grave fumo o colesterolo?

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Pubblicato il: 24-03-2006
Sanihelp.it - Prevenzione cardiovascolare: medici e pazienti non la pensano allo stesso modo. Lo dice un sondaggio realizzato dall’azienda sanitaria Qbgroup su 555 cardiologi italiani e pubblicato su www.cardionet.it, sito dedicato a medici di famiglia e specialisti.

Lo studio afferma che gli italiani si affidano sempre di più ai farmaci, ma faticano a modificare le cattive abitudini che mettono a rischio il cuore. Gli abitanti del Belpaese, a detta dei cardiologi, sottovalutano l’importanza del fumo quando devono prevenire le malattie cardiovascolari, ma temono moltissimo l’ipertensione (42,9%) e il colesterolo alto (poco meno di un malato su tre).
Al contrario, il 31,7 % dei cardiologi intervistati ritiene che il fattore di rischio su cui occorre intervenire primariamente sia proprio l’eliminazione del tabagismo. A ruota seguono la riduzione della pressione arteriosa negli ipertesi (29,7 %) e l’iperglicemia (17,3 %).

L’astinenza dalla sigaretta è invece ritenuta un obiettivo primario solo dal 16,3 % dei cittadini che si recano dallo specialista. Scarsa importanza come fattore di rischio anche all’alimentazione, come insufficiente è pure il ricorso alle carte del rischio cardiovascolare, che invece rappresentano un efficace sistema per identificare i soggetti da seguire con maggior attenzione in ottica preventiva.


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Redazione Sanihelp.it

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