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Luce: amica per la pelle... senza età

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Pubblicato il: 10-04-2006

La lotta all'invecchiamento cutaneo ha un nuovo alleato: la fotodinamica, trattamento innovativo che interviene direttamente sulla cute danneggiata dai segni del tempo.

Sanihelp.it - Con il tempo tutte le strutture del nostro organismo vanno incontro a un decadimento irreversibile. In particolare, la cute subisce diversi tipi di invecchiamento, di cui uno è indotto dalla luce solare.
«In realtà, l’idea che l’esposizione solare produca un’accelerazione del naturale processo di invecchiamento è ormai sorpassata», afferma il professor Torello Lotti, Cattedratico di Dermatologia e Direttore del Centro Interuniversitario Dermatologia Biologica e Psicosomatica di Firenze. «Infatti il photoaging è considerato da alcuni esperti un danno specifico dei raggi UV e come tale in parte reversibile con trattamento farmacologico ad hoc».

Le principali manifestazioni cliniche dell’invecchiamento cutaneo comprendono:   

  • alterazioni pigmentarie (macchie/scolorazioni)
  • rughe e solchi
  • cute elastosica (degenerata nel suo tessuto elastico)
  • modificazioni della vascolarizzazione cutanea (teleangectasie, pseudocicatrici e cheratosi attiniche: quest’ultime sono considerate lo stadio finale dell’invecchiamento cutaneo e, per alcuni, una vera lesione pre-neoplastica).


Le terapie anti-age si basano su trattamenti anti-rughe e anti-fotoinvecchiamento.

Trattamenti anti-rughe:
  • trattamenti medici (cosmetici e agenti farmacologici, come i retinoidi, alfa-idrossiacidi e antiossidanti)
  • trattamenti chirurgici (dermoabrasione, peeling chimici, filling delle rughe, laser resurfacing, esotossina botulinica, lifting facciale e altri).


Trattamenti anti-fotoinvecchiamento:
  • trattamenti cosmetico-chimici (peeling)
  • trattamenti farmacologici (acido glicolico e retinico)
  • terapia fotodinamica.


«La fotodinamica si basa sul principio secondo cui le radiazioni elettromagnetiche, opportunamente utilizzate, possono attivare una sostanza o un pro-farmaco fotosensibilizzante, inducendo selettivamente un danno programmato a fini terapeutici nel tessuto malato d’età.

Per lungo tempo la fotodinamica è stata impiegata nel trattamento delle cheratosi attiniche/da UV e degli epiteliomi. Tali lesioni, che insorgono generalmente su cute fotodanneggiata, si associano spesso ad altri segni di fotodanneggiamento cutaneo (elastosi, teleangectasie, rughe profonde o lentiggini solari).
L’impiego di queste tecniche è stato poi esteso alla cura dei segni visibili del fotoinvecchiamento (rughe, elastosi, teleangectasie, discromie e ruvidità cutanea).

Nel nostro studio abbiamo valutato l’efficacia della fotodinamica nel ringiovanimento di cute fotodanneggiata tramite tomografia a coerenza ottica (una modalità strumentale non invasiva con un potere di risoluzione analogo a quello della microscopia ottica), dimostrando una regressione delle cheratosi attiniche/solari, un miglioramento delle discromie e della texture cutanea, senza tuttavia osservare un miglioramento marcato su teleangectasie e rugosità».


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Redazione Sanihelp.it

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