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Gli organi di vigilanza

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Pubblicato il: 18-05-2006

I controlli anti doping richiedono un'organizzazione precisa, efficiente e ben coordinata a livello mondiale. Ecco chi vigila, e in che modo, affinchè lo sport resti sano

Sanihelp.it - Il doping è un fenomeno di portata mondiale, che negli anni ha assunto dimensioni sempre più significative, di pari passo con il crescere della rilevanza dello sport all'interno della società.
Per questo, la maggior parte dei Paesi si è dotata di un'importante e ramificata struttura organizzativa, coordinata a livello mondiale in una perfetta sinergia di intenti, in grado di mettere in atto con precisione la macchina dei controlli.

In Italia questo ruolo è affidato alla Commissione per la vigilanza e il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive, istituita in attuazione della Legge 376/2000 e operante presso la Direzione generale della ricerca scientifica e tecnologica.

Alla Commissione, che dura in carica 4 anni, sono stati affidati i seguenti compiti:

  • Predisposizione della lista di farmaci contenenti sostanze dopanti

  • Determinazione dei casi, dei criteri e delle metodologie dei controlli antidoping

  • Effettuazione dei controlli sanitari antidoping e quelli di tutela della salute, in gara e fuori gara

  • Individuazione delle forme di collaborazione in materia di controlli antidoping con le strutture del Servizio Sanitario nazionale

  • Intrattenimento dei rapporti operativi con l┤Unione europea e con gli organismi internazionali, garantendo la partecipazione a programmi di interventi contro il doping

  • Promozione di ricerche sui farmaci, sulle sostanze e sulle pratiche mediche utilizzabili a fini di doping

  • Promozione di campagne informative per la tutela della salute nelle attività sportive e di prevenzione del doping.


La Commissione, istituita con decreto del Ministro della Salute di concerto con il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, è composta da membri designati dai due Ministri, dalla Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome, dall┤Istituto Superiore di Sanità, dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), dal Consiglio Nazionale dei Chimici, dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani.

La Commissione è composta da due rappresentanti del Ministero della Sanità, uno dei quali con funzioni di Presidente; due rappresentanti del Ministero per i beni e le attività culturali; due rappresentanti della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome; un rappresentante dell’Istituto Superiore di Sanità; due rappresentanti del CONI (Comitato olimpico nazionale italiano); un rappresentante dei preparatori tecnici e degli allenatori; un rappresentante degli atleti; un tossicologo forense; due medici specialisti di medicina dello sport; un pediatra; un patologo clinico; un biochimico clinico; un farmacologo clinico; un rappresentante degli enti di promozione sportiva; un esperto di legislazione farmaceutica.
Sono questi gli angeli custodi incaricati di vigilare perchè il doping venga bandito dalle competizioni, e lo sport continui ad essere prima di tutto un portatore sano di valori positivi.


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Redazione Sanihelp.it

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