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Echinacea, uno scudo contro l'influenza

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Pubblicato il: 23-05-2006

Rimedio vegetale contro influenza e raffreddore, ma anche cicatrizzante naturale: è l'echinacea, efficace contro febbre e starnuti, ma per quanto riguarda le dosi...

Sanihelp.it - Sei una delle vittime designate dell’influenza invernale? Previeni febbre e starnuti con l’echinacea, pianta dalle cui radici si ottengono estratti per la cura delle malattie da raffreddamento.
Appartenente alla famiglia delle Composite Tubiflore, l’echinacea si presenta sotto diverse spoglie, tutte presenti nel Nord America, ma le varietà più importanti dal punto di vista fitoterapico sono la Angustifolia e la Purpurea.

L'echinacea è stata proposta come panacea per moltissime patologie, ma la ricerca finora ha accertato solo due impieghi fondamentali:

  • prevenzione e cura delle malattie da raffreddamento, in quanto erba dotata di proprietà antagoniste della ialuronidasi (studi di Melchart et al., 1998 e Brinkeborn et al., 1999)

  • cicatrizzazione delle ferite: le sue proprietà antibatteriche e antisettiche possono rendere più veloce la guarigione. Eric Yarnell, naturopata americano, afferma che la pianta è efficace contro molti problemi cutanei, incluse ustioni, ulcere, dermatiti, herpes simplex e psoriasi.

Per quanto riguarda il primo aspetto, è importante seguire un principio di cautela nell’interpretazione della pianta come rimedio anti-influenzale. Difatti assumere echinacea per lunghi periodi non previene significativamente i malanni stagionali, perché il sistema immunitario diventa col tempo resistente alla sua azione. Una durata ragionevole di trattamento prevede cicli di 10-15 giorni da effettuare durante la stagione fredda, seguiti da interruzioni di un periodo equivalente. Attenzione anche all’uso in gravidanza o in caso di sospetta allergia alla pianta.

Per stimolare le difese immunitarie o contrastare bronchiti e primi sintomi di raffreddamento la si può assumere sotto forma di tintura o tisana, mentre per alleviare il mal di gola è ottima la formulazione in spray. Per gengive doloranti e infiammazioni della bocca si può optare per un collutorio ricavato dalla radice insaporita con menta piperita o con olio essenziale di menta verde.

La storia ci riporta poi altri (fantasiosi) metodi di utilizzazione dell’echinacea: bere un decotto di radice per lenire il mal di gola, tenere appoggiata la radice ai denti per placare un forte mal di denti, oppure, per lo stesso motivo, masticare a lungo l’erba, provocando una sorta di temporaneo intorpidimento in bocca. Altri preparavano un’infusione di foglie e radici per i dolori al collo, gengive, bocca e gola, applicavano il succo sulle ustioni, o ancora usavano la pianta come antidoto per il veleno dei serpenti. Era anche utilizzata per stimolare la produzione di saliva. Molto diffuso ancora oggi il suo impiego per la cura e l'igiene orale.

Alcuni ricerche (tutte ancora da accertare) sostengono la sua efficacia contro virus come l'herpes ai genitali, sinusiti, AIDS, epatite C, micosi vaginali e contro malattie batteriche come la polmonite e la faringite streptococcica, nonché in caso di danni cutanei da irradiazione solare.

Oggi l'echinacea è reperibile sul mercato sotto forma di tinture, capsule e tè. È consigliabile utilizzare solo prodotti standardizzati, in modo da essere sicuri di assumere sempre la stessa dose. Inoltre sarebbe meglio evitare le varietà selvatiche, preferendo l’Echinacea Purpurea.


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Redazione Sanihelp.it

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