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Contraccezione: da che parte si comincia?

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Pubblicato il: 07-05-2006

Scegliere la contraccezione significa fare una scelta consapevole di vita, per sé, per il partner e per il futuro di entrambi. Ma come si sceglie il metodo più adatto?

Contraccezione: da che parte si comincia? © Photos.com

Sanihelp.it - Un evento importante come la nascita di un figlio deve essere programmato in piena consapevolezza e sicurezza.
Per questo è importante conoscere i metodi contraccettivi e saper scegliere quello che meglio si adatta alle esigenze della donna, in termini di stile di vita e di salute, ma anche della coppia, in termini di sicurezza, accettabilità e intimità serena. L’uso inappropriato e discontinuo della contraccezione sembra rendere ragione del 20% dei 3,5 milioni di gravidanze annue non desiderate negli USA.

I requisiti oggettivi ai quali un metodo contraccettivo deve ottemperare sono:

efficacia: sicurezza che non si verifichino gravidanze indesiderate

innocuità: per chi la utilizza e per il concepito, alla sospensione del contraccettivo

reversibilità: ritorno alla fertilità preesistente una volta sospeso l’utilizzo del contraccettivo

praticità: semplicità d’uso e costo contenuto

accettabilità: valutazione soggettiva.
 

L’efficacia è il requisito fondamentale, sia teorica (percentuale di fallimento, cioè numero di gravidanze, nonostante l’uso corretto), sia d’uso (percentuale di fallimento osservata in una popolazione e dipendente da svariati fattori: accettabilità, facilità d’uso, dimenticanze ecc.). Per valutare l’efficacia di un metodo contraccettivo si usa l'Indice di Pearl (IP), che esprime il numero di gravidanze indesiderate osservate in 100 donne che usano un determinato metodo per 12 mesi.

Classificazione dei metodi contraccettivi:

METODI NATURALI: si basano sull’astensione dai rapporti sessuali nei giorni fertili. Hanno un alto indice di fallimento:

metodo Ogino-Knauss

metodo Billings

temperatura basale

coito interrotto.
 

METODI CHIMICI, DI BARRIERA E MECCANICI: metodi vari, non ormonali, per controllare le nascite. Sono molto usati e affidabili, se usati correttamente:

spermicidi (non disponibili in Italia)

diaframma

preservativo

spirale (dispositivo intrauterino o IUD)

sterilizzazione chirurgica maschile

sterilizzazione chirurgica femminile.
 

METODI ORMONALI: contengono due ormoni di sintesi combinati, un estrogeno (Etinilestradiolo) e un progestinico, oppure solo il progestinico. Se usati correttamente, sono i metodi più sicuri, oltre 99% dei casi:

pillole combinate estrogeno + progestinico (monofasiche, bifasiche, trifasiche)

pillole a base di solo progestinico (POPs - Progestogen Only Pills)

cerotto transdermico

anello vaginale

impianti sottocutanei (non in commercio in Italia)

preparati iniettabili a lunga durata d’azione (non in commercio in Italia)

pillola del giorno dopo (metodo ormonale d’emergenza).
 

Per districarsi nella scelta è fondamentale la figura del ginecologo, che non deve solo svolgere una funzione informativa, fornendo alla donna spiegazioni sul funzionamento dei vari metodi, ma anche stabilire con lei una relazione di fiducia, che consenta di discutere liberamente di tutte le problematiche associate alla scelta contraccettiva e di porre in atto le strategie per farvi fronte.
È quindi importante che il medico, dopo aver individuato con la paziente il metodo più appropriato, pianifichi un follow-up a breve tempo (3 mesi) per verificare la soddisfazione sull’uso del contraccettivo ed eventualmente fugare ulteriori dubbi, tanto più frequenti quanto più la donna è alle prime esperienze.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Organon Italia, Media Tutorial Milano 9 maggio 2006

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