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La dieta del gruppo sanguigno

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Pubblicato il: 08-06-2006

Un metodo alimentare che pone le sue basi sulla convinzione che il gruppo sanguigno influisce sul metabolismo. Una dieta dissociata ma molto personalizzabile.

Sanihelp.it - Cosa ha a che fare il mio gruppo sanguigno con l’alimentazione? Apparentemente nulla. Non sembrano essere dello stesso parere alcune teorie mediche, sviluppate negli ultimi decenni, che hanno messo in relazione il gruppo sanguigno con la frequenza di alcune malattie, l’equilibrio psicofisico e il metabolismo appunto.

Alcuni esempi per speigarci meglio: le persone con gruppo sanguigno 0 per sentirsi bene hanno bisogno di carne. Chi ha gruppo sanguigno A esige invece un’alimentazione più vegetariana. Coloro che appartengono al gruppo sanguigno B sopportano meglio le uova e i latticini. Infine, chi appartiene al gruppo sanguigno AB può mangiare praticamente di tutto salvo alcune eccezioni.

Quello appena descritto è solo un assaggio della dieta del gruppo sanguigno, un modello di alimentazione dissociata impostata però sull’individualità. Si perché, al contrario di quanto avviene nella classica alimentazione dissociata sviluppata alla fine del XIX secolo, nella dieta del gruppo sanguigno gli alimenti non vengono suddivisi a seconda del fatto che abbiano effetti acidi o basici, ma tra alimenti favorevoli e sfavorevoli.

Nel volume da cui abbiamo preso spunto, La dieta secondo il gruppo sanguigno, edito da Tecniche Nuove, tutte queste nozioni teoriche vengono messe in pratica.

Vengono presentati infatti dapprima gli alimenti vantaggiosi, neutri e da evitare per ogni gruppo sanguigno. Il numero dei gruppi di alimenti presentati è più che completo: si parte da carni e pollame e si arriva alle bevande passando per pesce, crostacei e frutti di mare, erbe aromatiche, succhi di frutta, verdure e cereali.

Nella parte conclusiva del volume viene presentato un menù settimanale tipo, uno spunto da cui iniziare poi per il resto largo alla fantasia.

Come per ogni altra dieta, il consgilio è sempre lo stesso: informatevi e parlatene con un dietologo o con il vostro medico curante.



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