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Che cactus… Quando l'apparenza inganna

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Pubblicato il: 19-06-2006

È spinoso e pungente ma dietro tanta aggressività apparente si nasconde un alleato di salute: il cactus è buono da mangiare ed efficace per curarsi e stare meglio!

Sanihelp.it - È stato per millenni l’alimento di base delle popolazioni americane e mediorientali, poi si è diffuso come panacea per curare decine di disturbi, oggi è destinato a diventare, in tutto il mondo, la nuova superstar nel campo della fitoterapia: stiamo parlando del ficodindia, pianta medicinale americana appartenente al genere Opuntia e facente parte della grande famiglia delle Cactaceae.

Cosa rende questa pianta così unica nel suo genere? Innanzitutto è un alimento goloso, nutriente, ricco di fibre e povero di grassi. Il frutto contiene poche calorie ed è una delle parti più gustose: ideale quindi per chi vuole tenere sotto controllo il peso. Dopo averlo sbucciato, si può consumare così com’è oppure preparato in mille modi diversi.

Imbattibile nel suo doppio uso alimentare-terapeutico, il cactus, come tutte le opunzie, ha una particolarità: non solo i fiori e i frutti sono commestibili, ma anche parte del fusto. Chi ama dilettarsi in cucina può quindi sbizzarrirsi nello sperimentare mille gustosissime ricette: marmellate, frullati, gelatine, ma anche gelati e originali dessert.

Come il frutto e i fiori, anche le pale sono un magazzino di sostanze nutritive: potassio, magnesio, calcio, ferro, vitamine A e C, betacarotene. Inoltre l’opunzia contiene tutta la gamma di aminoacidi, compresi quelli essenziali che l’organismo umano non produce ma assume con il cibo.

Dieta e cucina a parte, come ci si cura con questo frutto solo all’apparenza spinoso? Ecco qualche esempio di applicazione terapeutica, con un consiglio: prima di usare le pale, arrostiscile e schiacciale, per attivare le componenti specifiche della pianta:

  • contusioni, lividi e scottature: taglia a listarelle le pale e crea un impiastro assorbente da mettere sulla parte lesa, copri con una garza e fissa alla pelle per qualche ora con un cerotto
  • dissenteria, maldigestione, mal di stomaco: bevi una tisana di fusti tagliuzzati
  • stipsi: prepara un decotto di fusto pelato e tagliato a cubetti e usalo per fare un clistere
  • febbre e dolori al petto: bevi un infuso di cactus con zucchero o miele
  • foruncoli, malattie cutanee, infiammazioni agli occhi: applica il decotto sulla parte interessata.

Cicatrizzante, antinfiammatorio, blandamente astringente, antiossidante: a queste proprietà del cactus se ne aggiunge un’altra decisamente interessante: il ficodindia è energetico e ricostituente.
Infatti un articolo apparso nell’aprile 2003 sulla rivista Prevention lo definisce il vegetale dell’allenamento, sulla base di uno studio che ha evidenziato come, bevendo un estratto di cactus, gli atleti possano allenarsi più duramente e più a lungo. Inoltre l’opunzia favorirebbe anche la ripresa post-sforzo, perché accelera l’azione dei composti utili al recupero naturale del corpo.

Il ficodindia parrebbe infine giocare un ruolo importante anche nella prevenzione e cura del diabete di tipo II, nonché nel metabolismo del colesterolo. E attualmente al centro dell’interesse internazionale della medicina, convenzionale e non, è la sua presunta attività positiva nel trattamento dell’ipertrofia benigna della prostata.
L’indagine è tuttora aperta. Staremo a vedere, per ora accontentiamoci di gustare il ficodindia in tutte le salse e di godere delle sue innumerevoli e indiscusse proprietà benefiche.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Cactus Medicine, Ran Knishinsky, Red Edizioni

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