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Come seguire una dieta

L'obesità non è una colpa

Nella società in cui viviamo, l'immagine è uno dei capisaldi più importanti. Vivere negativamente i chili di troppo è comprensibile, ma non bisogna sentirsi giudicati.

Sanihelp.it - Il sovrappeso rappresenta una situazione molto particolare nell'ambito delle circostanze che inducono una persona a intraprendere un programma alimentare. Se anche tu sei in sovrappeso devi partire avendo almeno una certezza: che molti dei tuoi pensieri riguardanti il tuo corpo e il tuo disagio sono perfettamente comprensibili ma, allo stesso modo, possono essere rivisitati e corretti. Poiché viviamo in una società che ha fatto dell’immagine uno dei capisaldi della cultura contemporanea, è comprensibile che tu sia portato a vivere negativamente i tuoi chili di troppo. Ai nostri giorni, infatti, i canoni di bellezza impongono una figura asciutta, espressione di leggerezza, armonia, efficienza ed eleganza. Non per questo, però, devi sentirti carente in tutto ciò. Soprattutto, poi, non è giusto che tu ti senta in giudizio per il fatto di essere in sovrappeso o, soprattutto, per il fatto di non riuscire a non esserlo. Devi cercare di evitare di portare uno dei fardelli più pesanti del sovrappeso: quello di sentirsi giudicati per non impegnarsi abbastanza per essere magri. Probabilmente, buona parte della tua difficoltà ad accettare serenamente il sovrappeso è la diffusa credenza che il sovrappeso sia legato ad una voracità insaziabile. Anche se tu sei la prima persona a sapere che questo non è vero (e cioè che sono piuttosto le persone magre a mangiare all’eccesso) può capitare di sentire il peso del giudizio altrui circa il fatto di essere etichettabile come mangiatutto. Dovresti, pertanto ed anzitutto, evitare di dare ai tuoi chili in più una possibile connotazione morale, dato che il sovrappeso non è una colpa ma solo la conseguenza di un metabolismo alterato. Una delle cause di questi pensieri (che, ripeto sono molto presenti ma non dovrebbero avere ragione d’essere) è il difetto tipicamente umano di cercare sempre la colpa di ciò che accade, facendo collegamenti e correlazioni elementari e fallaci. Così la persona grassa viene dipinta come una mangiona la cui colpa è quella di non saper resistere alle tentazioni. E invece è proprio l’opposto: la colpa del sovrappeso, non è quella di un corpo che mangia troppo ma piuttosto di un corpo che consuma troppo poco. Se tu hai ben chiaro questo concetto, ma soprattutto sei convinto che questo è il pensiero generale della gente nei confronti del sovrappeso, potresti affrontare i chili in più con molta più serenità. La stessa dieta che sei in procinto di fare risulterebbe più semplice da seguire se, nel caso ce l’avessi, evitassi qualsiasi pensiero circa il giudizio altrui. Eviteresti infatti il patema tipico di molti inizi di dieta, e cioè il timore di non farcela e di subire l’ennesimo giudizio di incapacità. Un ultimo elemento che ti consiglio di prendere in considerazione (anche se ce ne sarebbero ancora molti altri) riguarda la comprensibile aspettativa di dimagrimento in tempi brevi ed il desiderio di apprezzamento dello stesso dimagramento dal maggior numero di persone possibili. Ti consiglio estrema attenzione a non introdurti in questo meccanismo che ha alla base il desiderio di entrare al più presto nel novero delle persone normali. Ricorda che non esistono persone normali, ma infinite persone che differiscono per qualcosa e il peso corporeo, non rappresenta sicuramente l’elemento diversificante più importante.
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di Antonio Lice 
Fonte: Fisiologia della nutrizione umane - Edi Ermes
Tags:  dieta obesità
Revisione: 29-06-2009

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